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Tappa di Modena

Aceto balsamico di Modena: che differenza c'è tra DOP e IGP?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 7 min.

In poche parole

Le denominazioni sono tre. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e quello di Reggio Emilia DOP nascono solo da mosto cotto e invecchiano almeno 12 anni. L'Aceto Balsamico di Modena IGP unisce mosto cotto o concentrato e aceto di vino e affina almeno sessanta giorni. Il Tradizionale si usa a gocce, in finitura; l'IGP anche in cucina.

L’Orecchia Lungo la Via Emilia, con la riduzione di Balsamico di Modena
Dalla mia cucina: l’Orecchia Lungo la Via Emilia, con la riduzione di Balsamico di Modena.

In breve

Denominazioni
Tre: Tradizionale di Modena DOP, Tradizionale di Reggio Emilia DOP, di Modena IGP
Tradizionale DOP
Solo mosto cotto, almeno 12 anni; Extra Vecchio o bollino oro almeno 25
Di Modena IGP
Mosto cotto o concentrato più aceto di vino, almeno sessanta giorni in legno
Menzioni dell'IGP
Invecchiato dopo tre anni in legno, Riserva dopo cinque
Come riconoscerlo
Nome completo in etichetta, DOP o IGP, simbolo dell'Unione europea
Uso
Tradizionale a gocce e in finitura; IGP per condire e cucinare

Che differenza c'è tra Aceto Balsamico Tradizionale DOP e Aceto Balsamico di Modena IGP?

La differenza sta in una parola: tradizionale. I due Tradizionali DOP, di Modena e di Reggio Emilia, sono fatti solo di mosto d'uva cotto, lasciato fermentare e invecchiare per anni in batterie di botticelle di legni diversi, senza aggiungere nient'altro. L'Aceto Balsamico di Modena IGP invece nasce da mosto cotto o concentrato, almeno il 20% della massa, e da aceto di vino, almeno il 10%, con un'aliquota di aceto vecchio di almeno dieci anni, e affina in legno per un minimo di sessanta giorni.

Sono prodotti diversi per tempo, densità e prezzo. Lo ha scritto anche la Commissione europea nel 2009, quando ha registrato l'IGP: l'Aceto Balsamico di Modena e il Tradizionale di Modena si distinguono per caratteristiche, clienti, uso, distribuzione, presentazione e prezzo.

Le tre denominazioni a confronto
  • Materia prima

    Tradizionale di Modena DOP: Solo mosto cotto

    Tradizionale di Reggio Emilia DOP: Solo mosto cotto

    Di Modena IGP: Mosto cotto o concentrato, aceto di vino, aceto vecchio; caramello fino al 2% ammesso

  • Tempo minimo

    Tradizionale di Modena DOP: 12 anni (Affinato); 25 anni (Extra Vecchio)

    Tradizionale di Reggio Emilia DOP: 12 anni (bollino aragosta); 25 anni (bollino oro)

    Di Modena IGP: Sessanta giorni; Invecchiato tre anni; Riserva cinque anni

  • Zona

    Tradizionale di Modena DOP: Provincia di Modena

    Tradizionale di Reggio Emilia DOP: Provincia di Reggio Emilia

    Di Modena IGP: Province di Modena e Reggio Emilia

  • Come si presenta

    Tradizionale di Modena DOP: Bottiglietta sferica di Giugiaro, sigillo numerato (A per il 12 anni, E per l'Extra Vecchio)

    Tradizionale di Reggio Emilia DOP: Tre bollini: aragosta, argento, oro

    Di Modena IGP: Formati fissati dal disciplinare, con la dicitura Indicazione Geografica Protetta

  • Registrazione UE

    Tradizionale di Modena DOP: DOP nel 2000, regolamento (CE) n. 813/2000

    Tradizionale di Reggio Emilia DOP: DOP

    Di Modena IGP: IGP nel 2009, regolamento (CE) n. 583/2009

Quanti anni invecchia l'aceto balsamico?

Il Tradizionale di Modena ha due sole tipologie: quello di almeno 12 anni, detto Affinato, e l'Extra Vecchio di almeno 25 anni. Il disciplinare vieta di scrivere l'annata in etichetta, e il Consorzio lo dice chiaro: non esistono aceti di cento o duecento anni: quegli anni, al massimo, li hanno le botti.

A Reggio Emilia la classifica si legge nei bollini. L'aragosta è il più acetoso, almeno 12 anni; l'argento ha un affinamento intermedio; l'oro ha almeno 25 anni.

Per l'IGP il minimo è di sessanta giorni in legno. Può scrivere «invecchiato» se è rimasto in botte almeno tre anni, e «Riserva» se ne ha almeno cinque.

Come si legge l'etichetta e come si riconosce quello vero?

Il criterio è semplice: se non trovi la denominazione completa con DOP o IGP, stai comprando un altro prodotto, anche se la bottiglia somiglia.

  • Il Tradizionale di Modena DOP si vende solo nella bottiglietta disegnata da Giorgetto Giugiaro nel 1987, riempita nei centri autorizzati e chiusa da un sigillo con numero di serie: la lettera A per il 12 anni, la E per l'Extra Vecchio.
  • Il Tradizionale di Reggio Emilia DOP si riconosce dal bollino: aragosta, argento, oro.
  • L'IGP deve riportare per esteso Aceto Balsamico di Modena con la dicitura Indicazione Geografica Protetta e il simbolo dell'Unione europea.
  • Per l'IGP sono vietati aggettivi come extra, fine, scelto, selezionato, superiore, classico. Sul Tradizionale di Modena è vietato scrivere riserva. Sull'IGP è vietato scrivere «senza caramello».
  • La parola «balsamico» da sola non garantisce niente: con la sentenza del 4 dicembre 2019 la Corte di giustizia UE ha stabilito che la protezione copre il nome intero, non i termini aceto e balsamico presi da soli.

Da dove viene l'aceto balsamico?

Le origini stanno fra storia e leggenda. Il Consorzio di Reggio Emilia fa risalire la prima citazione di un aceto prezioso alle note del monaco Donizone, nel 1046. Il Consorzio di Modena racconta un aceto già apprezzato ai tempi dei Romani, poi dono fra corti e nobili nel Settecento, e infine la nascita della Consorteria negli anni Cinquanta del Novecento.

Oggi il Tradizionale si fa ancora nelle acetaie, spesso nei sottotetti, dove le botti sentono il caldo dell'estate e il freddo dell'inverno. Il disciplinare lo chiede espressamente: ventilazione e naturali escursioni termiche.

Con cosa si abbina l'aceto balsamico?

La regola di fondo la danno i Consorzi: il Tradizionale si usa a gocce, in finitura, per esaltare un piatto senza coprirlo. Ecco gli abbinamenti che suggeriscono i Consorzi del Tradizionale, e come uso io l'IGP.

  • Tradizionale di Modena Affinato: insalate, carpacci di carne, formaggi stagionati, frutta fresca.
  • Tradizionale di Modena Extra Vecchio: risotti, carni rosse brasate, Parmigiano Reggiano di lunga stagionatura, o da solo a fine pasto.
  • Reggio Emilia bollino aragosta: carpacci, pinzimoni, marinate; anche a fine cottura su crostacei, agnello, pollo e carni rosse.
  • Reggio Emilia bollino argento: bolliti, pesce, formaggi stagionati, filetto di manzo, risotto.
  • Reggio Emilia bollino oro: solo a crudo, su frutta, gelato, crema pasticcera e formaggi saporiti.
  • Aceto Balsamico di Modena IGP: è meno denso del Tradizionale, e per questo io lo tengo per condimenti, marinature e riduzioni di ogni giorno.

Come si conserva l'aceto balsamico?

In un luogo fresco e asciutto, lontano da luce diretta e fonti di calore. Il Consorzio del Tradizionale di Modena precisa che una volta aperto non serve il frigorifero, e che conservato bene mantiene le sue caratteristiche per molti anni.

Nella mia carta

In quali piatti della mia carta trovi il balsamico?

Nella mia cucina il balsamico lavora in piccolo, come vuole la tradizione di Modena. Lo trovi nella riduzione di Balsamico di Modena che chiude Lungo la Via Emilia, l'Orecchia con Coppa Riserva Cav. Ferrari di Langhirano e Raspadura Lodigiana. Lo trovi nelle cipolle rosse caramellate al Balsamico di Modena della Tartelletta della Nonna, nel fuori menù d'autunno, con la fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi; cipolle rosse caramellate al Balsamico accompagnano anche i taglieri. E fra i cocktail c'è il Modena Black Virgin, analcolico: infuso di tè al finocchio, purea di fragole, Balsamico di Modena e tonica al limone.

  • Lungo la Via Emilia

    La mia Orecchia firmata “Via Emilia”. Coppa “Riserva Cav. Ferrari” di Langhirano, Raspadura Lodigiana e riduzione di Balsamico di Modena: salume sapido, formaggio morbido e acidità dolce sopra la panatura dorata.

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  • La Tartelletta della Nonna

    Tartelletta con Cipolle rosse caramellate al Balsamico di Modena e fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi.

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Domande

Le domande che mi fanno

L'Aceto Balsamico Tradizionale DOP si può cuocere?

Solo a fine cottura, e non tutti. Il Consorzio di Modena lo consiglia a gocce, in finitura, su piatti pronti. Il Consorzio di Reggio Emilia indica il bollino aragosta, il più acetoso, anche per insaporire a fine cottura carni e pesci; il bollino oro va usato rigorosamente a crudo.

Esiste l'aceto balsamico di cento anni?

No. Il disciplinare del Tradizionale di Modena prevede solo il 12 anni e l'Extra Vecchio di almeno 25 anni, e vieta di indicare l'annata. Possono avere cento anni le botti in cui invecchia, non l'aceto venduto.

Perché l'Aceto Balsamico di Modena IGP contiene caramello?

Il disciplinare IGP ammette caramello fino al 2% del volume, solo per stabilizzare il colore, e vieta ogni altra aggiunta. Per lo stesso motivo in etichetta è vietato scrivere «senza caramello». Nei Tradizionali DOP il caramello non è previsto.

L'aceto balsamico va tenuto in frigorifero?

No. Il Consorzio del Tradizionale di Modena consiglia un luogo fresco e asciutto, lontano da luce e calore, e precisa che dopo l'apertura il frigorifero non serve. Conservato così mantiene le sue caratteristiche per molti anni.

Una crema o glassa di balsamico è Aceto Balsamico di Modena IGP?

Lo è solo se in etichetta trovi la denominazione completa Aceto Balsamico di Modena con Indicazione Geografica Protetta e il simbolo UE. La parola balsamico da sola, ha deciso la Corte di giustizia UE, non è protetta e non garantisce l'origine.

Che differenza c'è tra il Tradizionale di Modena e quello di Reggio Emilia?

Entrambi sono DOP, fatti solo di mosto cotto, con almeno 12 anni di invecchiamento e 25 per la categoria più vecchia. Cambiano la provincia e il modo di presentarsi: a Modena la bottiglietta di Giugiaro con sigillo numerato, a Reggio Emilia i bollini aragosta, argento e oro.

Da me si mangia qualcosa con il Balsamico di Modena?

Sì, nella mia carta a San Donato Milanese: nella riduzione di Balsamico di Modena che chiude Lungo la Via Emilia, nelle cipolle rosse caramellate al Balsamico che accompagnano i taglieri e nel Modena Black Virgin, un cocktail analcolico.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.