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Tappa di Reggio Emilia

Erbazzone: come si fa la ricetta della nonna di Reggio Emilia?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 7 min.

In poche parole

L'erbazzone è la torta salata di Reggio Emilia: due sfoglie di farina, acqua e strutto chiudono un ripieno di bietole e spinaci lessati, insaporiti con lardo e cipolla e legati da tanto Parmigiano Reggiano. Sopra, pezzetti di lardo. Cuoce in forno a 200 gradi finché si dora. Dal marzo 2026 l'Erbazzone Reggiano è IGP.

L’Erbazzone di casa della mia carta
Dalla mia cucina: l’Erbazzone di casa della mia carta.

In breve

Dove nasce
Nelle cucine contadine della provincia di Reggio Emilia
Tutela
Erbazzone Reggiano IGP, regolamento di esecuzione (UE) 2026/736 del 20 marzo 2026
Sfoglia
Farina di grano tenero, acqua, strutto e sale, senza lievito
Ripieno
Bietole e spinaci, soffritto di lardo e cipolla, Parmigiano Reggiano
Cottura
Forno a 200 °C per circa mezz'ora, lardo sulla superficie alla fine
Altri nomi
Scarpazzone. Cugini: a Correggio lo scarpasòt senza sfoglia, in Appennino lo scarpasòun muntanèr con il riso

Che cos'è l'erbazzone e da dove viene?

L'erbazzone è una torta salata ripiena di erbe: due sfoglie di pasta non lievitata e, in mezzo, un ripieno morbido e asciutto di verdure e Parmigiano Reggiano. Nasce nelle case contadine della provincia di Reggio Emilia, dove le erbe dell'orto non si buttavano e il maiale dava lo strutto e il lardo.

Le prove scritte sono più recenti di quanto si racconta. Il disciplinare depositato per l'IGP parla di testimonianze dalla prima metà dell'Ottocento, cita la Guida Gastronomica d'Italia del Touring Club Italiano del 1931, che lo nomina fra le specialità di Reggio Emilia, e un articolo di Reggio Democratica del 13 marzo 1949. Nel 1967 Anna Gosetti della Salda, nelle Ricette regionali italiane, lo chiama «Scarpazzon o Erbazzone all'emiliana».

Io lo considero la tappa reggiana più sincera della Via Emilia: poca spesa, tanto tempo alle mani, e un profumo che riconosci dalla porta.

Qual è la ricetta tradizionale dell'erbazzone reggiano?

Per la ricetta mi affido a quella pubblicata da Reggio Emilia Welcome, il sito turistico del Comune di Reggio Emilia, che trovi completa più sotto. Il ripieno è fatto di spinaci o bietole lessati e strizzati, insaporiti nel grasso di prosciutto con aglio e cipollotti, poi olio e burro, e a freddo prezzemolo e Parmigiano Reggiano.

La pasta mette insieme farina, una noce di strutto, due cucchiai d'olio, sale e acqua tiepida, e riposa mezz'ora. La sfoglia sotto è più spessa, quella sopra più sottile e appoggiata increspata sul ripieno. Si bucherella, si cuoce a 200 gradi per circa mezz'ora e, poco prima della fine, si unge la superficie con un pezzo di lardo.

Un dettaglio che smonta un luogo comune: l'olio nella pasta non è un errore. C'è nella ricetta istituzionale, accanto allo strutto.

Cosa prevede l'Erbazzone Reggiano IGP?

Con il regolamento di esecuzione (UE) 2026/736 del 20 marzo 2026 la Commissione europea ha registrato l'indicazione geografica «Erbazzone Reggiano». La zona di produzione è l'intera provincia di Reggio Emilia: fuori da lì il nome Erbazzone Reggiano non si può usare.

Il disciplinare depositato in Regione nel 2022 fissa ingredienti obbligatori e facoltativi. Tre segni lo rendono riconoscibile: il Parmigiano Reggiano di almeno 24 mesi, il ripieno che pesa almeno metà del prodotto crudo, e i lardelli sparsi sulla sfoglia di sopra, che in forno si abbrustoliscono. La cottura va da 200 a 250 gradi, fino alla doratura, e si serve a quadrati, rettangoli o spicchi.

Ingredienti nel disciplinare presentato per l'IGP (2022)
  • Pasta

    Obbligatori: Farina di grano tenero, acqua, strutto (almeno il 6 per cento del peso della farina), sale

    Facoltativi: Uova di gallina, in dose minima

  • Ripieno

    Obbligatori: Spinaci, bietole, Parmigiano Reggiano di almeno 24 mesi, pane grattugiato, cipolla, lardo, sale

    Facoltativi: Aglio, prezzemolo, pepe, latte, olio extravergine e burro a integrazione del lardo

  • Superficie

    Obbligatori: Lardelli di lardo suino salato

    Facoltativi: Nessuno

  • Vietati

    Obbligatori: Conservanti, aromi e altri additivi

    Facoltativi: Nessuno

Erbazzone, scarpazzone, scarpasòt: che differenza c'è?

Scarpazzone è il nome dialettale, e secondo il Gambero Rosso viene da «scarpa», la costa bianca della bietola. Accanto alla ricetta più diffusa, Reggio Emilia Welcome ricorda due cugini: a Correggio lo scarpasòt, senza sfoglia, che dal 2012 ha la Denominazione Comunale, e sull'Appennino reggiano lo scarpasòun muntanèr, con il riso, memoria delle migrazioni stagionali verso le risaie della pianura.

Anche le ricette di famiglia non sono tutte uguali. Quella del Breve manuale del mangiar reggiano (1985), ripresa dai Musei Civici di Reggio Emilia, mette un uovo per ogni chilo di ripieno e aggiunge il lardo con aglio e prezzemolo a metà cottura.

Le versioni a confronto
  • Erbazzone reggiano, ricetta di Reggio Emilia Welcome

    Sfoglia: Due sfoglie con strutto e olio

    Uova: No

    Cosa la distingue: Cipollotti con il gambo, lardo sulla superficie a fine cottura

    Fonte: Comune di Reggio Emilia

  • Erbazzone Reggiano IGP

    Sfoglia: Due sfoglie senza lievito, strutto

    Uova: Facoltative nella pasta

    Cosa la distingue: Lardelli sopra, pane grattugiato nel ripieno, solo in provincia di Reggio Emilia

    Fonte: Disciplinare IGP

  • Erbazzone del Breve manuale del mangiar reggiano

    Sfoglia: Due sfoglie con strutto

    Uova: Un uovo per chilo di ripieno

    Cosa la distingue: Spezie nel ripieno, lardo con aglio e prezzemolo a metà cottura

    Fonte: Musei Civici di Reggio Emilia

  • Scarpasòt di Correggio

    Sfoglia: Nessuna

    Uova: Due

    Cosa la distingue: Bietole crude impastate e cotte in padella, girate come una frittata

    Fonte: Comune di Reggio Emilia, De.Co.

  • Scarpasòun muntanèr

    Sfoglia: Non indicata

    Uova: Non indicata

    Cosa la distingue: Il riso nel ripieno

    Fonte: Comune di Reggio Emilia

Uova sì o no, spinaci o bietole, strutto o olio?

Sono le tre domande che fanno litigare le famiglie, e le fonti rispondono così.

  • Uova: nel ripieno dell'IGP non ci sono; nella ricetta di Reggio Emilia Welcome nemmeno. Le ricette di casa spesso le mettono, e lo scarpasòt ne vuole due.
  • Verdure: l'IGP chiede spinaci e bietole insieme; la ricetta del Comune accetta gli uni o le altre.
  • Grassi: lo strutto nella pasta e il lardo nel soffritto sono la firma reggiana. L'olio è ammesso: nella pasta della ricetta istituzionale e, nell'IGP, come integrazione del lardo nel ripieno.
  • Pane grattugiato: è previsto dal disciplinare IGP e asciuga il ripieno. Il segreto resta strizzare bene le verdure dopo averle lessate.

Come si serve l'erbazzone?

A pezzi quadrati, rettangolari o a spicchi, come dice il disciplinare. È cibo delle feste e dei giorni normali: il Gambero Rosso lo racconta a colazione, a pranzo, a merenda e come antipasto della cena, e il Comune di Reggio Emilia lo presenta come spuntino e piatto da condividere.

Il disciplinare ammette anche l'Erbazzone Reggiano venduto pronto da cuocere o surgelato. Io, a casa, lo preferisco tiepido, quando il ripieno si è assestato e il taglio viene pulito.

La ricetta

Erbazzone reggiano, la ricetta di Reggio Emilia Welcome

Preparazione60 minCottura35 minResaUna teglia (la fonte non indica il numero di porzioni)

Ingredienti

  • Per il ripieno: 1,5 kg di spinaci o bietole
  • 1 mazzo di cipollotti con il gambo fresco e verde
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 60 g di lardo di prosciutto o pancetta
  • 4 cucchiai di olio
  • 50 g di burro
  • 2 spicchi d'aglio
  • 4 o 5 manciate di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Sale e pepe
  • Per la pasta: 200 g di farina
  • 1 noce di strutto
  • 2 cucchiai di olio
  • Sale e pepe
  • Acqua tiepida quanto basta
  • Per la superficie: un pezzo di lardo

Come si fa

  1. Lessa gli spinaci o le bietole, scolali e strizzali bene.

  2. Sciogli sul fuoco il grasso di prosciutto con l'aglio schiacciato e i cipollotti tritati insieme ai gambi.

  3. Aggiungi olio e burro e, quando i cipollotti sono appassiti senza bruciare, unisci le verdure. Regola di sale e pepe.

  4. Lascia raffreddare, togli l'aglio, poi aggiungi il prezzemolo tritato fine e il Parmigiano Reggiano.

  5. Impasta farina, strutto, olio, sale, pepe e acqua tiepida. Lascia riposare la pasta mezz'ora e dividila in due.

  6. Stendi la prima parte con il mattarello, adagiala nello stampo unto d'olio e versa il ripieno.

  7. Stendi la seconda parte più sottile, infarinala, arrotolala sul mattarello infarinato e falla scivolare increspata sul ripieno.

  8. Bucherella bene la superficie e cuoci in forno a 200 °C per circa mezz'ora.

  9. Poco prima della fine ungi la superficie con un pezzo di lardo e rimetti in forno per pochi istanti.

Fonte della ricetta: Reggio Emilia Welcome, sito turistico ufficiale del Comune di Reggio Emilia, «Erbazzone Reggiano, la ricetta»: https://www.reggioemiliawelcome.it/it/enogastronomia/dalle-cucine-reggiane/erbazzone-reggiano. È la ricetta della tradizione documentata, non un segreto della mia cucina.

Nella mia carta

Com'è l'Erbazzone di casa della mia carta?

Nella mia carta, fra i piccoli riti caldi da condividere, c'è l'Erbazzone di casa: sfoglia salata, erbette, uova fresche e Parmigiano Reggiano 24 mesi, e arriva caldo con salsa alle verdurine dell'orto. Il nome Erbazzone Reggiano, registrato nel marzo 2026, spetta al prodotto IGP della provincia di Reggio Emilia. Rispetto alla ricetta del Comune ha le uova, come tante ricette di famiglia. È il modo di cominciare caldo, prima dei salumi.

  • Erbazzone di casa

    Sfoglia salata, erbette, uova fresche e Parmigiano Reggiano 24 mesi. Arriva caldo, con salsa alle verdurine dell’orto.

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Domande

Le domande che mi fanno

Che cos'è l'erbazzone?

È la torta salata di Reggio Emilia: due sfoglie di farina, acqua e strutto chiudono un ripieno di bietole e spinaci, lardo, cipolla e Parmigiano Reggiano. Dal marzo 2026 l'Erbazzone Reggiano è IGP.

Nell'erbazzone si mettono le uova?

Dipende dalla ricetta. Nel ripieno dell'Erbazzone Reggiano IGP non ci sono e la ricetta di Reggio Emilia Welcome non le usa. Molte ricette di famiglia sì: il Breve manuale del mangiar reggiano mette un uovo per chilo di ripieno, lo scarpasòt ne vuole due.

Meglio spinaci o bietole?

La ricetta del Comune di Reggio Emilia accetta gli uni o le altre. Il disciplinare dell'Erbazzone Reggiano IGP li vuole insieme. Lo scarpasòt di Correggio usa le bietole crude, impastate e cotte in padella.

Si può mettere l'olio nella pasta dell'erbazzone?

Sì. La ricetta pubblicata dal Comune di Reggio Emilia usa due cucchiai d'olio insieme a una noce di strutto. L'IGP chiede lo strutto nella pasta e ammette l'olio extravergine nel ripieno, a integrazione del lardo.

A che temperatura si cuoce l'erbazzone?

La ricetta di Reggio Emilia Welcome indica 200 °C per circa mezz'ora, con il lardo passato sulla superficie poco prima della fine. Il disciplinare IGP prevede un forno fra 200 e 250 gradi, fino a doratura.

Che differenza c'è tra erbazzone e scarpazzone?

Scarpazzone è il nome dialettale della stessa torta salata, già attestato nel 1967 come «Scarpazzon o Erbazzone all'emiliana». Secondo il Gambero Rosso richiama la «scarpa», la costa bianca della bietola. Lo scarpasòt di Correggio invece è un'altra cosa: senza sfoglia, cotto in padella.

Esiste l'erbazzone con il riso?

Sì, sull'Appennino reggiano: si chiama scarpasòun muntanèr e ha il riso nel ripieno, memoria delle migrazioni stagionali verso le risaie della pianura, come ricorda Reggio Emilia Welcome.

Posso chiamare Erbazzone Reggiano quello fatto fuori Reggio Emilia?

No. Dalla registrazione europea del marzo 2026 il nome Erbazzone Reggiano spetta solo al prodotto fatto nella provincia di Reggio Emilia secondo il disciplinare. Nella mia carta si chiama Erbazzone di casa.

Da me si mangia l'erbazzone, vicino a Milano?

Sì, nella mia carta a San Donato Milanese si chiama Erbazzone di casa: sfoglia salata, erbette, uova fresche e Parmigiano Reggiano 24 mesi, e arriva caldo con la salsa alle verdurine dell'orto.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.