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Tappa di Bologna

Come si tira la sfoglia a mano, con quali spessori e quali errori evitare?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 7 min.

In poche parole

La sfoglia bolognese si fa con farina di grano tenero e uova intere, un uovo ogni 100 g, senza acqua. Si lascia riposare coperta e si tira al mattarello dal centro verso i bordi. Molto sottile per i tortellini, sottile per le tagliatelle, più spessa per le lasagne. Errori tipici: saltare il riposo e premere invece di allargare.

Le Pappardelle ai Cinque Pomodori, sfoglia tirata a mano
Dalla mia cucina: le Pappardelle ai Cinque Pomodori, sfoglia tirata a mano.

In breve

Proporzione
un uovo intero ogni 100 g di farina di grano tenero
Ingredienti
farina e uova; nella ricetta depositata del tortellino anche una presa di sale
Tagliatella di Bologna
8 mm di larghezza da cotta, circa 7 mm da cruda
Misura depositata
16 aprile 1972, Camera di Commercio di Bologna, per l'Accademia Italiana della Cucina
Riposo
da un quarto d'ora a mezz'ora, coperta
Attrezzi
mattarello lungo e tagliere di legno

Quante uova servono per 100 grammi di farina?

Uno. È la regola di casa a Bologna, e la trovi scritta anche nella ricetta del tortellino della Dotta Confraternita del Tortellino e della Delegazione bolognese dell'Accademia Italiana della Cucina, nella parte sulla sfoglia fissata nel 2008: 400 g di farina tipo 00, quattro uova intere e una presa di sale, sfoglia tirata al mattarello.

Il portale turistico della città, Bologna Welcome, dà la stessa proporzione con numeri tondi: dieci uova per un chilo di farina di grano tenero. Niente acqua, niente olio.

Il numero però è una guida, non un dogma. Le uova non pesano tutte uguale: per le norme europee un uovo medio, di categoria M, pesa da 53 a 63 g con il guscio. Se l'impasto resta secco e si sbriciola, aggiungo un goccio di uovo sbattuto; se si attacca alle mani, un velo di farina alla volta.

Le sorelle Simili, maestre bolognesi della sfoglia, insegnano anche a regolare la consistenza sul formato: un impasto più asciutto per le tagliatelle, un po' più morbido per la pasta ripiena, che deve chiudersi bene.

Come si tira la sfoglia con il mattarello?

La sfoglia al mattarello è un gesto di braccia e di pazienza. Serve un piano di legno largo e un mattarello lungo, liscio, senza manici. Il legno trattiene appena la pasta e le lascia una superficie ruvida, quella che poi tiene il sugo.

  • Fai la fontana di farina sul tagliere, rompi le uova al centro e sbattile con una forchetta, prendendo la farina dai bordi un poco alla volta.
  • Quando l'impasto si tiene, lavoralo con i palmi con movimenti ritmici e regolari, finché diventa morbido, elastico e senza grumi.
  • Coprilo e lascialo riposare: Bologna Welcome indica un quarto d'ora abbondante, molte cuoche arrivano a mezz'ora.
  • Appiattisci la palla con le mani, poi tira il mattarello dal centro verso l'esterno, lasciandolo scivolare e premendo con i palmi.
  • Ruota la sfoglia di un quarto di giro e ripeti, sempre nello stesso verso, finché ha lo spessore che il formato chiede.
  • Lascia asciugare la superficie qualche istante prima di arrotolarla e tagliarla: se è troppo umida si incolla, se è troppo secca si spezza.

Quanto deve essere sottile la sfoglia per ogni formato?

Non esiste uno spessore unico. Per i tortellini la sfoglia va tirata molto sottile, per le tagliatelle sottile, per le lasagne serve uno spessore maggiore, perché devono reggere ragù e besciamella in forno. Qui sotto trovi le misure che ho potuto verificare, con la fonte accanto.

Spessori e misure della sfoglia per formato
  • Tagliatelle

    Spessore della sfoglia: sottile, da 6 a 8 decimi di millimetro

    Taglio: circa 7 mm da cruda, 8 mm da cotta

    Fonte: Accademia Italiana della Cucina, deposito del 1972; Wikipedia per lo spessore

  • Tortellini

    Spessore della sfoglia: molto sottile, deve chiudersi senza rompersi

    Taglio: quadrati di 4 o 4,5 cm di lato

    Fonte: Dotta Confraternita del Tortellino, sfoglia fissata nel 2008

  • Lasagne

    Spessore della sfoglia: più spessa delle tagliatelle

    Taglio: rettangoli a misura della teglia

    Fonte: Bologna Welcome

  • Lasagne verdi

    Spessore della sfoglia: più spessa, con spinaci nell'impasto

    Taglio: rettangoli; da 70 a 80 g di spinaci cotti per ogni uovo

    Fonte: Bologna Welcome

  • Pappardelle

    Spessore della sfoglia: circa 8 decimi di millimetro

    Taglio: strisce larghe da 2 a 4 cm

    Fonte: Wikipedia; formato di tradizione toscana

Quali sono gli errori che rovinano la sfoglia?

Quasi sempre la sfoglia non viene per fretta o per distrazione, raramente per la ricetta. Questi sono gli sbagli che vedo più spesso.

  • Contare le uova senza guardarle: un uovo piccolo e uno grande cambiano l'impasto. Meglio aggiungerle una alla volta e sentire la pasta.
  • Saltare il riposo: la pasta resta nervosa e sotto il mattarello torna indietro.
  • Lasciare scoperta la parte che non stai tirando: si secca e poi si crepa.
  • Esagerare con la farina di spolvero: la sfoglia diventa opaca e il sugo scivola via.
  • Premere verso il basso invece di allargare: la sfoglia si assottiglia a macchie e si strappa.
  • Tirare in tutte le direzioni: lo spessore viene irregolare e in cottura una parte resta cruda e l'altra scuoce.
  • Tagliare troppo presto o troppo tardi: umida si incolla, secca si spezza.

Perché la tagliatella di Bologna ha una misura ufficiale?

Il 16 aprile 1972 Francesco Majani e Alcino Cesari, a nome dell'Accademia Italiana della Cucina, depositarono alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta e la misura della tagliatella: 8 millimetri di larghezza da cotta, circa 7 da cruda. È la dodicimiladuecentosettantesima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli.

Il campione, una tagliatella d'oro, è custodito in uno scrigno ed è ancora il riferimento. La Camera di Commercio lo ha ricordato nel comunicato del 17 febbraio 2023, insieme all'Accademia.

Anche la Regione Emilia-Romagna riconosce questo patrimonio: nell'elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali ci sono sia la Tagliatella bolognese sia la Sfoglia dell'Emilia-Romagna, che in dialetto si chiama spója.

Che differenza c'è con la pasta all'uovo del supermercato?

La pasta all'uovo secca, per legge, si fa con semola di grano duro e almeno quattro uova per un peso di almeno 200 g di uovo per ogni chilo di semola. La sfoglia di casa ne mette molte di più, e usa farina di grano tenero: la stessa legge la consente proprio per la pasta fresca.

Per la pasta fresca venduta sfusa, poi, le norme chiedono che resti al freddo, sotto i 4 gradi, dalla produzione alla vendita. A casa vale lo stesso buon senso: la sfoglia tagliata si cuoce in giornata, oppure va in frigorifero.

La ricetta

Sfoglia all'uovo tirata a mano, alla bolognese

Preparazione60 minCottura3 minResa4 porzioni di tagliatelle

Ingredienti

  • 400 g di farina di grano tenero tipo 00
  • 4 uova intere medie
  • una presa di sale (facoltativa, presente nella ricetta depositata del tortellino)
  • farina di spolvero quanto basta

Come si fa

  1. Versa la farina a fontana sul tagliere di legno e rompi le uova al centro.

  2. Sbatti le uova con una forchetta e incorpora la farina dai bordi, poco alla volta.

  3. Impasta con i palmi, con movimenti regolari, finché l'impasto è morbido, elastico e senza grumi. Se è troppo secco aggiungi un goccio di uovo sbattuto, se è troppo umido un velo di farina.

  4. Copri l'impasto e lascialo riposare da un quarto d'ora a mezz'ora.

  5. Tira la sfoglia con il mattarello dal centro verso l'esterno, ruotandola di un quarto di giro ogni passata, sempre nello stesso verso, fino a uno spessore sottile e uniforme.

  6. Lascia asciugare la superficie qualche istante, arrotola la sfoglia e taglia strisce larghe circa 7 millimetri per le tagliatelle.

  7. Cuoci in acqua bollente salata per due o tre minuti, assaggiando: la pasta fresca è pronta in fretta.

Fonte della ricetta: Ricetta del tortellino bolognese della Dotta Confraternita del Tortellino e della Delegazione bolognese dell'Accademia Italiana della Cucina, depositata alla Camera di Commercio di Bologna (https://assets.culturabologna.it/ab561e4b-e4a3-4787-acf7-b342c5431bba-2021-tortellino-bolognese.pdf) e misura della tagliatella del 1972 (https://www.bibliotecasalaborsa.it/bolognaonline/cronologia-di-bologna/1972/ricetta_e_misura_della_tagliatella_bolognese). È la ricetta della tradizione documentata, non un segreto della mia cucina.

Nella mia carta

Che cosa faccio io con la sfoglia, ogni mattina?

La sfoglia la stendo a mano ogni mattina, con la farina Petra, prima che il locale apra. Le Tagliatelle 1955 sono il piatto che ho servito il giorno in cui ho aperto, il 14 febbraio 2011, e non le ho mai tolte dalla carta: tagliatelle ruvide, ragù di manzo che sta sul fuoco otto ore, Parmigiano Reggiano 24 mesi. La 11 Strati alterna sfoglia verde all'uovo e ragù alla bolognese, con besciamella e Parmigiano Reggiano. Le Pappardelle ai Cinque Pomodori sono il formato largo: pappardelle fatte in casa e una crema di cinque pomodori mantecata al Parmigiano Reggiano 60 mesi. Trovi il menù qui.

  • Tagliatelle 1955

    Tagliatelle ruvide fatte a mano, ragù di manzo cotto piano, Parmigiano Reggiano 24 mesi.

    Giusta 18, Abbondante 23, Esagerata 28

  • La 11 Strati

    Undici strati tra sfoglia verde all’uovo e ragù alla bolognese cotto piano. Besciamella vellutata e Parmigiano Reggiano.

    17

  • Pappardelle ai Cinque Pomodori

    Pappardelle fatte in casa e cinque pomodori in una crema sola: datterino giallo, rosso e arancione, San Marzano e cuore di pomodoro, mantecati al Parmigiano Reggiano 60 mesi.

    Giusta 17, Abbondante 22, Esagerata 27

Domande

Le domande che mi fanno

Nella sfoglia all'uovo si mette acqua o olio?

No. Nella ricetta depositata a Bologna ci sono solo farina di grano tenero, uova intere e una presa di sale. Se l'impasto è troppo asciutto si aggiunge un poco di uovo sbattuto, non acqua; se è troppo umido, farina un velo alla volta.

Meglio farina 00 o semola per la sfoglia?

Per la sfoglia della tradizione bolognese si usa farina di grano tenero, di solito 00 o 0. La semola viene dal grano duro ed è la base della pasta secca. Per la pasta fresca la legge consente la farina di grano tenero, ed è quella che si tira meglio al mattarello.

Quanto deve riposare l'impasto della sfoglia?

Da un quarto d'ora a mezz'ora, coperto con un telo o con la pellicola perché non si secchi. Il riposo rende la pasta meno nervosa: sotto il mattarello si allarga invece di tornare indietro.

Quanto cuociono le tagliatelle fresche?

Poco: un paio di minuti in acqua bollente salata, a seconda dello spessore. Conviene assaggiare subito e scolarle appena sono cotte, perché la sfoglia sottile passa in fretta da giusta a troppo morbida.

Perché la sfoglia si rompe mentre la tiro?

Di solito per tre motivi: l'impasto è troppo secco, non ha riposato abbastanza, oppure la parte che non stavi tirando è rimasta scoperta e si è seccata. Anche premere verso il basso invece di allargare la strappa.

Come si conserva la sfoglia tirata?

Tagliata, si lascia asciugare su un telo infarinato e si cuoce in giornata. Se non la cuoci subito, va in frigorifero: per la pasta fresca venduta sfusa le norme chiedono di restare sotto i 4 gradi dalla produzione alla vendita.

Da me la sfoglia è tirata a mano?

Sì: la stendo a mano ogni mattina, prima che il locale apra. Diventa le Tagliatelle 1955, La 11 Strati e le Pappardelle ai Cinque Pomodori.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.