Quante uova servono per 100 grammi di farina?
Uno. È la regola di casa a Bologna, e la trovi scritta anche nella ricetta del tortellino della Dotta Confraternita del Tortellino e della Delegazione bolognese dell'Accademia Italiana della Cucina, nella parte sulla sfoglia fissata nel 2008: 400 g di farina tipo 00, quattro uova intere e una presa di sale, sfoglia tirata al mattarello.
Il portale turistico della città, Bologna Welcome, dà la stessa proporzione con numeri tondi: dieci uova per un chilo di farina di grano tenero. Niente acqua, niente olio.
Il numero però è una guida, non un dogma. Le uova non pesano tutte uguale: per le norme europee un uovo medio, di categoria M, pesa da 53 a 63 g con il guscio. Se l'impasto resta secco e si sbriciola, aggiungo un goccio di uovo sbattuto; se si attacca alle mani, un velo di farina alla volta.
Le sorelle Simili, maestre bolognesi della sfoglia, insegnano anche a regolare la consistenza sul formato: un impasto più asciutto per le tagliatelle, un po' più morbido per la pasta ripiena, che deve chiudersi bene.
Come si tira la sfoglia con il mattarello?
La sfoglia al mattarello è un gesto di braccia e di pazienza. Serve un piano di legno largo e un mattarello lungo, liscio, senza manici. Il legno trattiene appena la pasta e le lascia una superficie ruvida, quella che poi tiene il sugo.
- Fai la fontana di farina sul tagliere, rompi le uova al centro e sbattile con una forchetta, prendendo la farina dai bordi un poco alla volta.
- Quando l'impasto si tiene, lavoralo con i palmi con movimenti ritmici e regolari, finché diventa morbido, elastico e senza grumi.
- Coprilo e lascialo riposare: Bologna Welcome indica un quarto d'ora abbondante, molte cuoche arrivano a mezz'ora.
- Appiattisci la palla con le mani, poi tira il mattarello dal centro verso l'esterno, lasciandolo scivolare e premendo con i palmi.
- Ruota la sfoglia di un quarto di giro e ripeti, sempre nello stesso verso, finché ha lo spessore che il formato chiede.
- Lascia asciugare la superficie qualche istante prima di arrotolarla e tagliarla: se è troppo umida si incolla, se è troppo secca si spezza.
Quanto deve essere sottile la sfoglia per ogni formato?
Non esiste uno spessore unico. Per i tortellini la sfoglia va tirata molto sottile, per le tagliatelle sottile, per le lasagne serve uno spessore maggiore, perché devono reggere ragù e besciamella in forno. Qui sotto trovi le misure che ho potuto verificare, con la fonte accanto.
Tagliatelle
Spessore della sfoglia: sottile, da 6 a 8 decimi di millimetro
Taglio: circa 7 mm da cruda, 8 mm da cotta
Fonte: Accademia Italiana della Cucina, deposito del 1972; Wikipedia per lo spessore
Tortellini
Spessore della sfoglia: molto sottile, deve chiudersi senza rompersi
Taglio: quadrati di 4 o 4,5 cm di lato
Fonte: Dotta Confraternita del Tortellino, sfoglia fissata nel 2008
Lasagne
Spessore della sfoglia: più spessa delle tagliatelle
Taglio: rettangoli a misura della teglia
Fonte: Bologna Welcome
Lasagne verdi
Spessore della sfoglia: più spessa, con spinaci nell'impasto
Taglio: rettangoli; da 70 a 80 g di spinaci cotti per ogni uovo
Fonte: Bologna Welcome
Pappardelle
Spessore della sfoglia: circa 8 decimi di millimetro
Taglio: strisce larghe da 2 a 4 cm
Fonte: Wikipedia; formato di tradizione toscana
Quali sono gli errori che rovinano la sfoglia?
Quasi sempre la sfoglia non viene per fretta o per distrazione, raramente per la ricetta. Questi sono gli sbagli che vedo più spesso.
- Contare le uova senza guardarle: un uovo piccolo e uno grande cambiano l'impasto. Meglio aggiungerle una alla volta e sentire la pasta.
- Saltare il riposo: la pasta resta nervosa e sotto il mattarello torna indietro.
- Lasciare scoperta la parte che non stai tirando: si secca e poi si crepa.
- Esagerare con la farina di spolvero: la sfoglia diventa opaca e il sugo scivola via.
- Premere verso il basso invece di allargare: la sfoglia si assottiglia a macchie e si strappa.
- Tirare in tutte le direzioni: lo spessore viene irregolare e in cottura una parte resta cruda e l'altra scuoce.
- Tagliare troppo presto o troppo tardi: umida si incolla, secca si spezza.
Perché la tagliatella di Bologna ha una misura ufficiale?
Il 16 aprile 1972 Francesco Majani e Alcino Cesari, a nome dell'Accademia Italiana della Cucina, depositarono alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta e la misura della tagliatella: 8 millimetri di larghezza da cotta, circa 7 da cruda. È la dodicimiladuecentosettantesima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli.
Il campione, una tagliatella d'oro, è custodito in uno scrigno ed è ancora il riferimento. La Camera di Commercio lo ha ricordato nel comunicato del 17 febbraio 2023, insieme all'Accademia.
Anche la Regione Emilia-Romagna riconosce questo patrimonio: nell'elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali ci sono sia la Tagliatella bolognese sia la Sfoglia dell'Emilia-Romagna, che in dialetto si chiama spója.
Che differenza c'è con la pasta all'uovo del supermercato?
La pasta all'uovo secca, per legge, si fa con semola di grano duro e almeno quattro uova per un peso di almeno 200 g di uovo per ogni chilo di semola. La sfoglia di casa ne mette molte di più, e usa farina di grano tenero: la stessa legge la consente proprio per la pasta fresca.
Per la pasta fresca venduta sfusa, poi, le norme chiedono che resti al freddo, sotto i 4 gradi, dalla produzione alla vendita. A casa vale lo stesso buon senso: la sfoglia tagliata si cuoce in giornata, oppure va in frigorifero.

