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I racconti di Nonna Emilia, tappa di Milano

Risotto alla milanese e ossobuco: da dove vengono e qual è la ricetta di Milano?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 7 min.

In poche parole

Il risotto alla milanese si fissa in Lombardia nell'Ottocento e compare stampato a Milano nel 1809; la De.Co. del Comune di Milano lo vuole con burro, grasso d'arrosto, cipolla, brodo, zafferano e grana, senza vino. L'ossobuco, specialità lombarda per Artusi, è un pezzo di vitello con l'osso bucato, cotto in umido. Il riso giallo del 1574 è una leggenda.

Risotto giallo con l'ossobuco e scaglie di formaggio

In breve

Riconoscimento
Denominazione Comunale (De.Co.), delibera della Giunta del Comune di Milano del 14 dicembre 2007
Nella ricetta De.Co.
burro, grasso d'arrosto, cipolla, brodo di carne, zafferano, grana; mai il vino
Come deve venire
«all'onda», chicchi divisi ma legati
Prime ricette stampate
Il cuoco moderno, Milano 1809; Giovanni Felice Luraschi, Nuovo cuoco milanese economico, 1853
La leggenda
il garzone «Zafferano» del cantiere del Duomo, 1574
Ossobuco
pezzo d'osso bucato della coscia o della spalla di vitello, cotto in umido (Artusi)

Da dove viene il risotto giallo?

La storia più raccontata è una leggenda, e a chiamarla così è la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Nel 1574 il maestro vetraio Valerio di Fiandra lavorava alle vetrate del Duomo; accanto a lui c'era un aiutante che chiamavano Zafferano, e quell'anno si preparavano le nozze della figlia di Valerio. Da qui il racconto del riso tinto d'oro al banchetto. La Fabbrica lo introduce con «si dice» e non indica un documento.

I libri raccontano una strada più lunga. Secondo diversi autori, l'idea di unire riso e zafferano potrebbe venire dal «riso col zafran» conosciuto nel Medioevo da arabi ed ebrei. Poi il riso si comincia a soffriggere invece di bollirlo, e la ricetta si fissa in Lombardia nell'Ottocento: compare in un libro anonimo uscito a Milano nel 1809, Il cuoco moderno ridotto a perfezione secondo il gusto italiano e francese, e nel 1853 nel Nuovo cuoco milanese economico di Giovanni Felice Luraschi.

Qual è la ricetta del risotto alla milanese De.Co.?

Il 14 dicembre 2007 la Giunta del Comune di Milano ha dato la Denominazione Comunale a una ricetta precisa. Per sei persone, oltre al riso:

  • da 2 a 3 litri di brodo bollente ristretto, che non deve essere di dado
  • due cucchiai di grasso d'arrosto di manzo
  • una piccola cipolla tritata finemente
  • un ciuffo di pistilli di zafferano, o una bustina
  • sale, abbondante grana grattugiato, 50 grammi di burro

Burro, grasso d'arrosto e cipolla vanno insieme a fiamma bassa finché la cipolla è dorata; si aggiunge il riso, poi il brodo bollente a mestoli, a fuoco forte, girando con il cucchiaio di legno. Lo zafferano in pistilli entra a due terzi di cottura, sciolto nel brodo; quello in polvere alla fine. Fuori dal fuoco si manteca con burro e grana. Il risotto deve restare «all'onda», con i chicchi ben divisi ma legati da un insieme cremoso.

Nel risotto alla milanese ci va il vino?

Secondo la ricetta De.Co. del Comune di Milano, no: il vino, scrive, ucciderebbe il profumo dello zafferano. Ma le ricette storiche non dicono tutte così. Pellegrino Artusi, nella Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, dà tre ricette di risotto alla milanese: la prima con riso, burro, zafferano, mezza cipolla e brodo; la seconda con due terzi di bicchiere di vino bianco; la terza con due dita di marsala. E chiude la terza con un inchino: «senza la pretensione di prender la mano ai cuochi ambrosiani, dotti e ingegnosi in questa materia».

Che cos'è l'ossobuco alla milanese?

È un pezzo d'osso muscoloso e bucato dell'estremità della coscia o della spalla di vitello, cotto in umido. Artusi lo descrive così e lo lascia ai milanesi: «Questo è un piatto che bisogna lasciarlo fare ai Milanesi, essendo una specialità della cucina lombarda». Nella sua ricetta l'ossobuco va su un battuto di cipolla, sedano, carota e burro, si lega con burro e farina, si porta a cottura con acqua e pomodoro, e alla fine il sugo prende buccia di limone tagliata fine e un pizzico di prezzemolo.

Dove mangiare risotto e ossobuco alla milanese vicino a Milano?

Per me il risotto con l'ossobuco è l'altro modo di raccontare Milano, accanto alla cotoletta. In carta li servo insieme, in un piatto solo: il Risotto con l'Òss büs, che nella mia carta chiamo «il piatto unico dei Milanesi».

Il riso è Carnaroli e arriva dall'Azienda Agricola Fedeli, non da un grossista: è a chilometro zero. Lo coloro con lo zafferano naturale. Accanto metto l'ossobuco di vitello, cotto lentamente a bassa temperatura e servito con il suo fondo e la Raspadura Lodigiana a chiudere.

Se vuoi Milano senza ossobuco, c'è Il Risutin: lo stesso Carnaroli allo zafferano naturale con la Raspadura Lodigiana, mantecato con burro e Parmigiano Reggiano 24 mesi.

Se cerchi un risotto senza zafferano, c'è il Risotto della Nonna, con le verdurine dell'orto e lo Squacquerone di Romagna.

Nella mia carta

  • Risotto con l'Òss büs

    32

    Carnaroli Classico a Km Zero allo Zafferano naturale con Ossobuco di Vitello cotto lentamente a bassa temperatura, servito con il suo fondo e Raspadura Lodigiana.

  • Il Risutin

    Giusta 17, Abbondante 22, Esagerata 27

    Riso Carnaroli Classico a Km Zero allo Zafferano naturale con Raspadura Lodigiana. Mantecato con Burro e Parmigiano Reggiano 24 mesi.

  • Risotto della Nonna

    Giusta 16, Abbondante 21, Esagerata 26

    Riso Carnaroli Classico a Km Zero con verdurine dell'orto, mantecato con Squacquerone di Romagna DOP.

Accanto al Risotto con l'Òss büs ti consiglio un rosso della collina milanese, il «Roverone» di Nettare dei Santi.

Domande e risposte

Le domande che mi fanno

È vero che il risotto giallo è nato al Duomo di Milano nel 1574?

È una leggenda. La Veneranda Fabbrica del Duomo la racconta così: il maestro vetraio Valerio di Fiandra, un aiutante soprannominato Zafferano e le nozze della figlia di Valerio. Non indica un documento. Le prime ricette stampate sono del 1809 e del 1853.

Il risotto alla milanese si fa con il vino?

Nella ricetta De.Co. del Comune di Milano no, perché coprirebbe il profumo dello zafferano. Artusi invece, nel suo manuale, dà una versione con il vino bianco e una con la marsala.

Che cosa c'è nel risotto alla milanese della ricetta di Milano?

Burro, grasso d'arrosto, cipolla, riso, brodo di carne non di dado, zafferano e grana grattugiato. Alla fine, fuori dal fuoco, si manteca con burro e grana: deve restare all'onda.

Che cos'è l'ossobuco?

Un pezzo d'osso muscoloso e bucato della coscia o della spalla di vitello, cotto in umido. Artusi lo chiama «una specialità della cucina lombarda».

Da me si mangiano risotto e ossobuco, vicino a Milano?

Sì, nella mia carta, a San Donato Milanese: il Risotto con l'Òss büs, Carnaroli allo zafferano con l'ossobuco di vitello e la Raspadura Lodigiana. Senza ossobuco c'è Il Risutin.

Le fonti di questo racconto

Date, ricette e nomi li ho riletti sulle fonti qui sotto, l'11 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivimi a info@nonnaemilia.it e lo correggo.

  1. Expo Milano 2015, ExpoNet, Stefano Carnazzi, Risotto alla milanese: questa è la ricetta del riso giallo depositata al Comune di Milano, 08/01/2015, copia d'archivio
  2. Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, The Legend of Risotto alla Milanese, Google Arts & Culture
  3. Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, ricette 78, 79, 80 e 358, 25ª edizione (Project Gutenberg n. 59047)

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.