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Nonna Emilia

Il blog di Nonna Emilia

Racconti della Via Emilia

Qui racconto i piatti e i prodotti che incontro lungo la Via Emilia: da dove vengono, come si fanno secondo la tradizione, che cosa dicono i disciplinari. Ogni racconto l’ho riletto sulle fonti, consorzi ed enti, e le fonti le trovi in fondo a ogni pagina. Poi, se ti viene fame, ti dico dove trovarli nella mia carta.

  • L’Erbazzone di casa della mia carta

    Grano e sfoglia, tappa di Reggio Emilia

    Erbazzone, la ricetta della nonna come si fa a Reggio Emilia

    L'erbazzone è la torta salata di Reggio Emilia: due sfoglie sottili di farina, acqua e strutto chiudono un ripieno di bietole e spinaci lessati, insaporiti con lardo e cipolla e legati da tanto Parmigiano Reggiano. Sopra, pezzetti di lardo. Cuoce in forno a 200 gradi finché si dora. Dalla primavera 2026 l'Erbazzone Reggiano è IGP.

  • L’Antipasto della Nonna, con gnocco fritto e salumi della Via Emilia

    Salumi, tappa di Bologna

    Mortadella Bologna: storia, disciplinare e abbinamenti

    La Mortadella Bologna è un salume cotto di carne suina tritata finissima, con cubetti di grasso di gola chiamati lardelli, sale e pepe. Il pistacchio è ammesso, non obbligatorio. È un'IGP, non una DOP: l'Unione Europea l'ha registrata nel 1998, e il disciplinare fissa ingredienti, cottura in stufe ad aria secca e zona di produzione.

  • I Tortellini in Brodo del mio fuori menù d’autunno, nella cocotte

    Pasta ripiena, tappa di Bologna

    Tortellini in brodo: la tradizione di Bologna spiegata

    I tortellini in brodo sono piccole paste all'uovo ripiene di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata, cotte e servite in brodo di cappone. È la ricetta che la Dotta Confraternita del Tortellino e l'Accademia Italiana della Cucina hanno depositato alla Camera di Commercio di Bologna il 7 dicembre 1974.

  • Il gnocco fritto caldo, aperto con le mani

    Pane e fritti, tappa di Parma

    Torta fritta di Parma: cos'è, come si fa e come si chiama lungo la Via Emilia

    La torta fritta è la pasta di pane fritta di Parma: farina, acqua, lievito e strutto, stesa sottile, tagliata a rettangoli o rombi e tuffata nell'olio bollente finché si gonfia. Nonostante il nome è salata, e si mangia calda con salumi e formaggi. A Modena e Reggio Emilia si chiama gnocco fritto, a Bologna crescentina.

  • Le Pappardelle ai Cinque Pomodori, sfoglia tirata a mano

    Grano e sfoglia, tappa di Bologna

    La sfoglia fatta a mano: come si tira, gli spessori e gli errori da evitare

    La sfoglia bolognese si fa con farina di grano tenero e uova intere, un uovo ogni 100 g di farina, senza acqua. Si impasta finché è liscia, si lascia riposare coperta, poi si tira al mattarello dal centro verso i bordi, sempre nello stesso verso, fino a renderla sottile e uniforme. Lo spessore cambia con il formato.

  • L’Orecchia Lungo la Via Emilia, con la riduzione di Balsamico di Modena

    Condimenti, tappa di Modena

    Aceto balsamico di Modena: DOP e IGP, come riconoscerli e con cosa abbinarli

    Le denominazioni sono tre. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e quello di Reggio Emilia DOP nascono solo da mosto cotto e invecchiano almeno 12 anni. L'Aceto Balsamico di Modena IGP unisce mosto cotto o concentrato e aceto di vino e affina almeno sessanta giorni. Il Tradizionale si usa a gocce, a crudo; l'IGP anche in cucina.

  • Pasta ripiena chiusa a mano nella mia cucina: I Ravioli più buoni del Mondo

    Pasta ripiena, tappa di Piacenza

    Tortelli di zucca: il ponte fra Emilia e Lombardia

    I tortelli di zucca sono paste all'uovo ripiene di zucca cotta al forno, formaggio grattugiato e noce moscata. Nella versione mantovana, che Regione Lombardia lega alla cucina di corte del Rinascimento, entrano anche amaretti e mostarda. A Ferrara si chiamano cappellacci e sono IGP; a Reggio Emilia si condiscono anche con un sugo di pomodoro.

  • Un dolce fatto in casa della mia carta: la Crostata dei Ricordi

    Dolci, tappa di Modena

    Torta Barozzi, la storia del dolce segreto di Vignola

    La Torta Barozzi è un dolce di cioccolato fondente, mandorle e arachidi, senza glutine, nato a Vignola, in provincia di Modena, nella pasticceria di Eugenio Gollini. All'inizio si chiamava torta nera; nel 1907 prese il nome dell'architetto Jacopo Barozzi. Il nome è un marchio registrato e la ricetta originale resta segreta.

  • Pasta ripiena chiusa a mano: i Tortellini 24 mesi della mia carta

    Pasta ripiena, tappa di Parma

    Tortelli d'erbetta: il ripieno di Parma e la notte di San Giovanni

    I tortelli d'erbetta sono la pasta ripiena di Parma: rettangoli di sfoglia all'uovo con un ripieno di ricotta, Parmigiano Reggiano, erbetta e noce moscata, conditi con burro fuso e Parmigiano. L'erbetta, a Parma, è la bietola da taglio. La tradizione li porta in tavola soprattutto la notte di San Giovanni, fra il 23 e il 24 giugno.

  • La 11 Strati, sfoglia verde all’uovo

    Grano e sfoglia, tappa di Bologna

    Dal grano alla sfoglia: perché la pasta della Via Emilia è di grano tenero e uova

    La pasta fresca della Via Emilia, tagliatelle, tortellini e lasagne, si fa con farina di grano tenero e uova. Il grano duro, macinato in semola, è la base della pasta secca, e in Italia la legge lo impone per quella. Per la pasta fresca la stessa legge ammette la farina di grano tenero: è la scelta della tradizione bolognese.

  • La Rosa di Parma della mia carta

    Carni, tappa di Rimini

    La carne lungo la Via Emilia: dalla griglia romagnola alla costoletta alla milanese

    Lungo la Via Emilia la carne cambia con il territorio. In Romagna la brace è di casa: il castrato si marina con sale, aglio e rosmarino e va sulla griglia, e la piadina sta in tavola. In Emilia contano zampone e cotechino di Modena, cotti lessi. A Milano c'è la costoletta di vitello con l'osso, dorata nel burro chiarificato.

E poi, a tavola.

Leggere fa venire fame: i piatti di questi racconti li trovi nella mia carta, lungo la Via Emilia.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.

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