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Torta Barozzi: chi l'ha inventata e che cosa resta segreto della ricetta?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 6 min.

In poche parole

La Torta Barozzi è un dolce di cioccolato fondente, mandorle e arachidi, nato a Vignola, in provincia di Modena, nella pasticceria di Eugenio Gollini. All'inizio si chiamava torta nera; nel 1907 prese il nome dell'architetto Jacopo Barozzi. Il nome è un marchio registrato; gli ingredienti sono dichiarati, mentre dosi e metodo restano segreti.

Un dolce fatto in casa della mia carta: la Crostata dei Ricordi
Dalla mia cucina: un dolce fatto in casa della mia carta: la Crostata dei Ricordi.

In breve

Dove
Vignola, in provincia di Modena
Chi l'ha inventata
Eugenio Gollini, pasticcere di Vignola
Primo nome
Torta nera, poi Torta Barozzi nel 1907
Marchio
Torta Barozzi è un marchio registrato nel 1948
Ingredienti dichiarati
Cioccolato fondente, mandorle, arachidi, uova, burro, zucchero
Cosa resta segreto
Il metodo e le proporzioni

Chi ha inventato la Torta Barozzi?

L'ha inventata Eugenio Gollini, pasticcere di Vignola, in provincia di Modena. La famiglia Gollini racconta che era uno sperimentatore instancabile: dopo ogni tentativo chiedeva agli amici «E adesso che te ne pare?», finché un giorno arrivò con una mattonella bruna dal profumo che non si confondeva.

Quel dolce all'inizio non aveva un nome importante: era la sua «torta nera». La pasticceria sta ancora nel centro storico di Vignola, sotto i portici di piazza Garibaldi, e oggi è affidata alle pronipoti di Eugenio, Franca e Paola, che custodiscono la ricetta.

Una correzione, perché in rete gira spesso: non è esistito un pasticcere di nome Eugenio Barozzi. Il pasticcere è Gollini; Barozzi è il nome dell'architetto a cui la torta fu dedicata.

In che anno è nata la Torta Barozzi?

Qui le fonti non vanno d'accordo, e preferisco dirlo. La pasticceria Gollini indica il 1886 come l'anno della ricetta perfetta e scrive di essere nel centro di Vignola dal 1886. Wikipedia in italiano mette la ricetta nel 1886 ma l'apertura della pasticceria nel 1887. Wikipedia in inglese scrive invece che la torta fu creata nel 1897.

Su un punto sono tutte d'accordo: il nome Torta Barozzi arriva nel 1907. Io uso il 1886, che è la data della famiglia, e tengo le altre come dubbio dichiarato.

Perché si chiama Barozzi?

Nel 1907 Vignola festeggiava il quarto centenario della nascita di Jacopo Barozzi, detto il Vignola (1507-1573), nato in città. Fu uno dei grandi architetti del Cinquecento, attivo soprattutto a Roma, architetto di papa Giulio III, autore di residenze dei Farnese come quella di Caprarola e della Chiesa del Gesù. Gollini gli dedicò la sua torta nera, che da allora porta il suo nome.

Il nome l'ha tutelato nel 1948 il nipote omonimo, Eugenio Gollini, registrando il marchio. Per questo altrove trovi la «torta tipo Barozzi»: una torta simile, fatta da altri, che non può usare il nome.

Qual è la ricetta della Torta Barozzi, e che cosa resta segreto?

La ricetta originale non la conosco e non la troverai qui. La pasticceria lo scrive con una formula chiara: segreto il metodo, non gli ingredienti. Gli ingredienti sono stampati su ogni confezione; dosi e lavorazione no. Le ricette che circolano, anche quelle con farina di mandorle e caffè espresso, sono interpretazioni di famiglia.

Torta Barozzi: cosa si sa e cosa resta segreto
  • Gli ingredienti che la pasticceria nomina: cioccolato fondente, mandorle, arachidi, uova, burro, zucchero

    Cosa resta segreto: Le proporzioni esatte fra gli ingredienti

  • Non ha conservanti né coloranti

    Cosa resta segreto: Il metodo di lavorazione e di cottura

  • Nasce a Vignola da Eugenio Gollini; il nome Torta Barozzi arriva nel 1907, prima era torta nera

    Cosa resta segreto: L'anno esatto della ricetta: le fonti dicono 1886 o 1897

  • Si taglia capovolta, nella sua stagnola, con un coltello seghettato

    Cosa resta segreto: Tutto quello che accade in laboratorio

  • Formato storico da 400 grammi, rettangolare, a mattonelle

    Cosa resta segreto: Se le ricette di casa ci somigliano davvero

La Torta Barozzi è un prodotto tradizionale tutelato?

La sua tutela è il marchio, non una denominazione pubblica. Wikipedia la indica come prodotto agroalimentare tradizionale, ma nell'elenco regionale dell'Emilia-Romagna che ho consultato il nome Torta Barozzi non compare.

La pasticceria, dal canto suo, non fa la guerra alle case: scrive che la torta ha tante varianti quante sono le famiglie emiliane, e che se provano a imitarla vuol dire che è buona. È il destino dei dolci di paese che diventano simboli: a Vignola la si nomina accanto alla Rocca e a Palazzo Boncompagni.

Come si taglia e si conserva la Torta Barozzi?

Le regole della casa sono poche e precise.

  • Si taglia capovolta, senza togliere la carta stagnola in cui è avvolta, con un coltello dentellato: vengono piccole porzioni morbide e compatte.
  • Si conserva fuori dal frigo, e non oltre 40 giorni, perché non ha conservanti.
  • I formati vanno dalla Barozzina da 100 grammi al rettangolo da 1200 grammi; la forma storica pesa 400 grammi.
  • La vendono la pasticceria di Vignola, i suoi punti vendita e lo shop online.

Nella mia carta

Da me si mangia la Torta Barozzi?

Nel mio viaggio lungo la Via Emilia, Modena è la tappa del gnocco fritto e delle tigelle; Vignola sta poco più a sud, e la sua torta resta a casa sua. La Torta Barozzi non la servo: è il marchio di una pasticceria di Vignola e non ho una ricetta da far passare per la sua. Se a fine pasto cerchi il cioccolato, nella mia carta dei dolci trovi la Torta Tenerina: burro, uova e tanto cioccolato, appena un velo di farina, una crosticina che si rompe al cucchiaio e un interno umido. È un'altra torta, con la sua storia. Accanto c'è il Salame al Cioccolato, biscotti sbriciolati e cacao impastati a mano, con panna montata.

  • Torta Tenerina

    Burro, uova e tanto cioccolato, appena un velo di farina: fuori una crosticina che si rompe al cucchiaio, dentro un interno umido che si scioglie.

    8

  • Salame al Cioccolato

    Biscotti sbriciolati e cacao impastati a mano in un rotolo goloso e profumato. Servito con panna montata accarezzata dal cacao amaro.

    7,50

Domande

Le domande che mi fanno

Che cosa c'è nella Torta Barozzi?

Secondo la pasticceria Gollini, che la produce, gli ingredienti sono cioccolato fondente, mandorle, arachidi, uova, burro e zucchero. Chi è allergico alla frutta a guscio o alle arachidi deve fare attenzione. Le dosi e il metodo restano segreti.

Si trova la ricetta originale della Torta Barozzi?

No. Il metodo e le dosi sono segreti e li custodiscono le pronipoti di Eugenio Gollini nel laboratorio di Vignola. Le ricette che trovi in rete e nei libri sono interpretazioni, spesso chiamate torta tipo Barozzi.

Chi era Jacopo Barozzi?

Jacopo Barozzi, detto il Vignola, nacque a Vignola nel 1507 e morì nel 1573. Fu un architetto del Cinquecento, attivo soprattutto a Roma: lavorò per papa Giulio III e per i Farnese, e firmò la Chiesa del Gesù. La torta gli fu dedicata nel 1907.

Perché la Torta Barozzi si taglia capovolta?

È la regola della pasticceria Gollini: si capovolge e si taglia con un coltello dentellato senza togliere la stagnola. Così le porzioni restano piccole, morbide e compatte, e la torta non si sbriciola sul tagliere.

Quanto si conserva la Torta Barozzi?

La pasticceria indica che si conserva fuori dal frigo per un tempo che non supera i 40 giorni. Il limite dipende dal fatto che è un prodotto fresco, senza conservanti aggiunti.

Torta Barozzi e torta tenerina sono la stessa cosa?

No. La Barozzi di Vignola ha mandorle e arachidi e una ricetta segreta. La tenerina che trovi nella mia carta è fatta con burro, uova, cioccolato e un velo di farina, e ha un cuore umido sotto la crosticina.

Da me si mangia la Torta Barozzi?

No: è il marchio di una pasticceria di Vignola, e non ho una ricetta da far passare per la sua. Se a fine pasto cerchi il cioccolato, nella mia carta dei dolci c'è la Torta Tenerina.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.