La Romagna
Il mare vicino, lo Squacquerone, il Sangiovese.
Nella mia carta
- Viaggio Caseario lungo la Via Emilia, dallo Squacquerone al Formaggio di Fossa
- Sangiovese Superiore «Centurione»
- Albana di Romagna al calice
Capitolo primo, la locanda
Sono nata sui colli bolognesi, in una famiglia di ristoratori.
Nella locanda dei miei genitori ho imparato la tavola da bambina.
La sfoglia tirata col mattarello. Il ragù che bolle per ore, senza fretta.
Le mani di mia madre. La cura di mio padre per le ricette di famiglia.
Lì si è acceso un fuoco che non si è mai spento.
Capitolo secondo, la strada
Ero giovane, e la mia strada aveva già un nome.
A ogni tappa mettevo in tasca qualcosa: una ricetta, un gesto, un segreto di cucina.
Tre regioni diverse. Una strada sola.
Capitolo terzo, tre cucine
Lungo la strada la cucina cambia accento: il mare, la sfoglia, il riso.
Io le ho messe tutte e tre nella stessa carta.
Il mare vicino, lo Squacquerone, il Sangiovese.
Nella mia carta
La sfoglia, il ragù, i salumi, il Lambrusco.
Nella mia carta
Il riso allo zafferano, l’osso, il burro.
Nella mia carta
Capitolo quarto, l’arrivo
A Milano ho trasformato il sogno in una casa.
Il primo piatto servito? Le Tagliatelle 1955. Sono ancora in carta: non le ho mai tolte.
Da allora5.713giorni lungo la Via Emilia, e ogni mattina la sfoglia si tira ancora.
Il resto lo racconto in «Chi non sono»Capitolo quinto, ogni giorno
Il viaggio, a tavola
Senza valigie e senza alzarti: scegli come percorrere la mia strada.
Scegli tu le tappe, piatto dopo piatto: dai salumi da mettere al centro al dolce nel barattolo.
Trovi il menù quiLa strada la conosco io: ti guido tappa dopo tappa, e il primo calice te lo offro io.
Scopri il percorso Via EmiliaIl viaggio guidato in più versioni, anche di stagione: scegli quello della tua sera.
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Ogni settimana appendo qui le ultime recensioni a cinque stelle arrivate su Google.
Le voci dei miei ospiti
Ho chiesto ai miei ospiti di raccontare la loro sera, davanti al piatto. Coppie, famiglie, tavolate di amici, chi era alla prima volta.
Guarda tutte le intervisteGiornali e radio
Tredici testate, tra giornali e radio, hanno raccontato il mio viaggio lungo la Via Emilia.












«A tavola, ognuno deve sentirsi a casa, non in imbarazzo.»
Se dopo le prime forchettate senti che un piatto non fa per te, dillo alla sala con un sorriso: te lo cambio senza costi, oppure lo tolgo dal conto. Nessuna domanda, nessun imbarazzo. Sui Percorsi il piatto te lo cambio.
Leggi la PromessaDomande
Sono nata sui colli bolognesi, in una famiglia di ristoratori: nella locanda dei miei genitori ho imparato la tavola da bambina. Poi ho fatto la mia strada lungo la Via Emilia e nel 2011 ho aperto il mio ristorante a San Donato Milanese. Ogni ricetta in carta è arrivata da me, e passo ancora dal locale ogni mattina.
È la strada romana aperta nel 187 avanti Cristo dal console Marco Emilio Lepido, da cui prende il nome: attraversa la Romagna e l’Emilia fino a Piacenza. Il mio viaggio la segue e arriva fino a Milano, dove incontra la cucina lombarda.
Perché la mia tavola non è di una regione sola: è romagnola, emiliana e lombarda insieme. La Via Emilia è la strada che le tiene unite, e io le porto tutte e tre nella stessa carta.
Da me trovi la cucina emiliana, dalle Tagliatelle 1955 ai Tortellini 24 mesi, insieme a quella romagnola e a quella lombarda, dal Risotto con l’Òss büs alla Milanese col manico. Sono a San Donato Milanese, a pochi minuti da Milano: la metropolitana gialla arriva alla fermata San Donato.
Salumi e gnocco fritto da mettere al centro, pasta fresca tirata ogni mattina, il ragù che cuoce otto ore, la Milanese col manico, il risotto con l’ossobuco, i Lambruschi e il Sangiovese. Trovi tutto nella carta, oppure nei miei Percorsi, dove il viaggio lo guido io.
Dal 14 febbraio 2011, a San Donato Milanese: nel 2026 ho compiuto quindici anni. Il primo piatto servito furono le Tagliatelle 1955, che sono ancora in carta.
Puoi scegliere tu dalla carta, tappa per tappa, oppure lasciarti guidare da un Percorso. Il tavolo lo prenoti dal mio sito.
Il viaggio è la storia di Nonna Emilia, il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese (Via Monte Bianco 33). Nata sui colli bolognesi in una famiglia di ristoratori, ha imparato la cucina nella locanda dei genitori e ha seguito la Via Emilia fino a Milano. Dal 14 febbraio 2011 la sua carta unisce tre cucine, romagnola, emiliana e lombarda: pasta fresca tirata ogni mattina, ragù cotto otto ore, Risotto con l’Òss büs e Milanese col manico.
Il viaggio è pronto. Manca solo il tuo posto a tavola.
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