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Tappa di Parma

Torta fritta di Parma: che cos'è, la ricetta originale e come si chiama lungo la Via Emilia?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 6 min.

In poche parole

La torta fritta è la pasta di pane fritta di Parma: farina, acqua, lievito e strutto, stesa sottile, tagliata a rettangoli e tuffata nell'olio bollente finché si gonfia. Nonostante il nome, è salata, e si mangia calda con salumi e formaggi. A Modena e Reggio Emilia si chiama gnocco fritto, a Bologna crescentina.

Il gnocco fritto caldo, aperto con le mani
Dalla mia cucina: il gnocco fritto caldo, aperto con le mani.

In breve

Dove
Parma e il suo territorio
Impasto
Farina, acqua, lievito, strutto e sale; il latte dipende dalla ricetta
Spessore
Circa 3 millimetri prima di friggere
Altri nomi
Gnocco fritto, crescentina, chisolini, pinzino
Si serve
Calda, appena fritta, con salumi e formaggi

Che cos'è la torta fritta di Parma?

È un pezzo di pasta di pane lievitata, tirata sottile, tagliata e fritta finché si gonfia come un cuscino vuoto dentro e dorato fuori. A Parma la chiamano torta fritta, e il nome confonde chi arriva da fuori: non è un dolce.

Una spiegazione la dà l'Azienda di promozione turistica dell'Emilia-Romagna: sembra che un tempo si mangiasse a fine pasto, spolverata di zucchero, proprio come un dolce. Oggi è salata, e si porta in tavola calda accanto ai salumi. Sempre secondo la stessa fonte, i nonni raccontano che il giorno dopo si inzuppava nel caffellatte.

Torta fritta, gnocco fritto, crescentina: come si chiama città per città?

È lo stesso gesto con nomi diversi, e ogni città difende il suo. Qualche differenza c'è anche nell'impasto, come mostrano le fonti ufficiali.

  • Attenzione alla parola crescentina: a Bologna è il fritto; a Modena la crescentina è la tigella, che prende il nome dagli stampi in cui cuoce, come registra l'elenco regionale dei prodotti tradizionali.
  • Il gnocco fritto compare nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna per le province di Modena e Reggio Emilia.
Un impasto, tanti nomi
  • Parma

    Nome: Torta fritta

    Cosa la distingue: Secondo la promozione turistica regionale, niente latte: solo acqua tiepida; un pizzico di sale fine sopra

    Fonte: APT Emilia-Romagna

  • Bologna

    Nome: Crescentina fritta

    Cosa la distingue: Latte, panna, olio d'oliva e lievito per dolci, senza lievitazione

    Fonte: Comune di Bologna

  • Modena

    Nome: Gnocco fritto; nell'elenco regionale dei prodotti tradizionali anche crescenta fritta

    Cosa la distingue: Latte e acqua con il lievito di birra, strutto nell'impasto

    Fonte: APT Emilia-Romagna; elenco PAT

  • Piacenza

    Nome: Chisolini o chisulèn

    Cosa la distingue: Spesso a rombo, con spalla cotta, coppa e gorgonzola

    Fonte: APT Emilia-Romagna

  • Reggio Emilia

    Nome: Gnocco fritto, gnocc frett

    Cosa la distingue: Latte, acqua, lievito di birra e strutto

    Fonte: Comune di Reggio Emilia

  • Ferrara

    Nome: Pinzino

    Cosa la distingue: Senza lievito, con acqua frizzante

    Fonte: APT Emilia-Romagna

Qual è la ricetta tradizionale della torta fritta?

La ricetta che riporto più sotto è quella pubblicata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, firmata da Silvana Ghillani. Farina 00, strutto, lievito di birra, un bicchiere di latte, acqua tiepida, sale e un cucchiaio di zucchero per aiutare la lievitazione. L'impasto lievita almeno due ore, finché raddoppia, poi si tira a circa 3 millimetri e si taglia a rettangoli.

La frittura è rapida, circa due minuti, tenendo i pezzi immersi con la schiumaiola. Il latte è il punto su cui le fonti si dividono: la promozione turistica regionale scrive che a Parma si usa solo acqua. Io lo dico com'è: le versioni documentate sono due, e tutte e due sono di Parma.

Strutto o olio, latte o acqua: cosa cambia?

Ogni ricetta documentata fa una scelta diversa, ed è utile vederle una accanto all'altra.

  • Lo strutto nell'impasto è l'eredità più antica: la promozione turistica regionale lo lega all'epoca longobarda.
  • Le ricette di oggi friggono in olio; la promozione turistica regionale ricorda che un tempo si friggeva anche nello strutto. La scheda bolognese raccomanda pochi pezzi per volta.
  • Lo spessore torna simile nelle tre ricette: circa 3 millimetri, a Bologna fino a 4.
Tre ricette ufficiali a confronto
  • Torta fritta, Consorzio del Parmigiano Reggiano

    Grasso nell'impasto: Strutto

    Liquidi: Latte e acqua tiepida

    Lievito: Lievito di birra fresco, almeno due ore di lievitazione

    Frittura: Olio di semi di girasole

  • Gnocco fritto, Comune di Reggio Emilia

    Grasso nell'impasto: Strutto

    Liquidi: Latte e acqua

    Lievito: Lievito di birra, riposo di circa mezz'ora

    Frittura: Olio abbondante

  • Crescentina fritta, Comune di Bologna

    Grasso nell'impasto: Olio d'oliva

    Liquidi: Latte e panna

    Lievito: Lievito per dolci, senza lievitazione

    Frittura: Olio bollente, pochi pezzi alla volta

Con quali salumi si mangia la torta fritta?

Con quelli del suo territorio, che a Parma sono di casa: il Prosciutto di Parma, il Culatello di Zibello, il salame di Felino, la coppa. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano la chiude con salumi e Parmigiano Reggiano. Lungo la Via Emilia gli accostamenti cambiano con il nome.

  • A Parma: salumi e formaggi, dice la promozione turistica regionale; qualcuno osa la crema al cacao.
  • A Modena e Reggio Emilia il gnocco fritto va con i salumi e con formaggi morbidi come stracchino e squacquerone, ma anche con cipollotti al balsamico, pinzimonio e un bicchiere di Lambrusco DOC.
  • A Bologna la crescentina va con mortadella, prosciutto crudo, coppa e salame, con squacquerone, Parmigiano Reggiano e ricotta, oppure con le confetture.
  • A Piacenza i chisolini stanno sul tagliere con spalla cotta, prosciutto, pancetta, coppa e gorgonzola.

Come si serve la torta fritta?

Calda, appena scolata: le fonti di Parma, Modena e Reggio Emilia insistono su questo punto. Si porta in tavola in un cestino accanto al tagliere, e ognuno ci appoggia sopra la fetta che vuole, lasciando che il calore sciolga un poco il grasso del salume.

Se avanza, la tradizione di Parma ha già la risposta: il giorno dopo si inzuppa nel caffellatte.

La ricetta

Torta fritta, la ricetta del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Preparazione120 minCottura2 minResaDose con 1 kg di farina (la fonte non indica le porzioni)

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00
  • 60 g di strutto
  • 1 cubetto di lievito di birra fresco
  • 1 bicchiere di latte
  • 15 g di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Acqua tiepida quanto basta
  • 2 litri di olio di semi di girasole per friggere

Come si fa

  1. Sciogli il lievito con lo zucchero, il latte e l'acqua tiepida.

  2. Aggiungi lo strutto e mescola.

  3. Unisci la farina e impasta; aggiungi il sale e impasta di nuovo.

  4. Incidi una croce sulla pasta e lasciala lievitare almeno due ore, finché raddoppia di volume.

  5. Tira la pasta con la macchina per la sfoglia a uno spessore di circa 3 millimetri e ricava dei rettangoli.

  6. Scalda l'olio in una pentola stretta e alta e friggi per circa due minuti, tenendo i pezzi immersi con la schiumaiola.

  7. Servi subito con salumi e Parmigiano Reggiano.

Fonte della ricetta: Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, «Torta fritta», ricetta di Silvana Ghillani: https://www.parmigianoreggiano.com/it/ricette/torta-fritta. È la ricetta della tradizione documentata, non un segreto della mia cucina.

Nella mia carta

Come si chiama la torta fritta nella mia carta?

Nella mia carta la torta fritta porta il nome di Modena: gnocco fritto. Anche la misura cambia da una provincia all'altra: grande a Parma, piccola a Bologna. Il mio gnocco fritto sta nel mezzo. Arriva caldo nell'Antipasto della Nonna, con Prosciutto di Parma DOP «Riserva Piazza Peppino» 24 mesi, Salame Felino «La Fenice», Mortadella «La Favola» Gran Riserva, Coppa «Riserva Cav. Ferrari» di Langhirano e Pancetta di Grossetti Alta Val Tidone. Accompagna il Culatello di Zibello DOP «Riserva Tito» nella Nebbia di Zibello, e gira in mezzo al tavolo con il Capriccio lungo la Via Emilia. Tutti i dettagli li trovi nella pagina del mio gnocco fritto.

  • Antipasto della Nonna

    Gnocco fritto caldo e salumi della Via Emilia: Prosciutto di Parma DOP “Riserva Piazza Peppino” 24 mesi, Salame Felino “La Fenice”, Mortadella “La Favola” Gran Riserva, Coppa “Riserva Cav. Ferrari” di Langhirano e Pancetta di Grossetti Alta Val Tidone.

    18

  • Nebbia di Zibello

    Nato solo dove la nebbia del Po accarezza le cantine di Zibello: Culatello DOP ”Riserva Tito”, con gnocco fritto caldo.

    23

  • Il Capriccio lungo la Via Emilia

    Prosciutto di Parma DOP “Riserva Piazza Peppino” 24 mesi

    Per due persone 38, Per una persona 24

Domande

Le domande che mi fanno

Perché si chiama torta fritta se è salata?

Il nome viene da lontano. La promozione turistica dell'Emilia-Romagna riporta che un tempo, a quanto pare, la si mangiava a fine pasto spolverata di zucchero, come un dolce. Oggi a Parma è salata e si serve calda con salumi e formaggi.

Qual è la ricetta originale della torta fritta di Parma?

Quella che riporto è del Consorzio del Parmigiano Reggiano, firmata da Silvana Ghillani: 1 kg di farina 00, 60 g di strutto, lievito di birra, un bicchiere di latte, acqua tiepida, sale e un cucchiaio di zucchero. L'impasto lievita almeno due ore, si tira a circa 3 millimetri e si frigge per circa due minuti.

Torta fritta e gnocco fritto sono la stessa cosa?

Sono la stessa idea: pasta di pane lievitata, stesa sottile e fritta. Cambiano il nome e qualche dettaglio: a Parma, secondo la promozione turistica regionale, l'impasto usa solo acqua, mentre il gnocco di Modena e Reggio Emilia prevede spesso anche il latte.

La torta fritta si frigge nello strutto o nell'olio?

Tutte e due le strade sono tradizionali. Lo strutto sta nell'impasto e un tempo anche nella padella; la ricetta del Consorzio del Parmigiano Reggiano frigge in olio di semi di girasole. La scheda bolognese aggiunge di friggere pochi pezzi alla volta; poi si servono subito.

Che differenza c'è tra crescentina e tigella?

Dipende dalla città. A Bologna la crescentina è il fritto, parente della torta fritta. A Modena crescentina è l'altro nome della tigella, il disco cotto negli stampi da cui prende il nome, non fritto: l'elenco regionale dei prodotti tradizionali la registra come tigella modenese o crescentina modenese.

Si può fare la torta fritta senza latte?

Sì. La promozione turistica dell'Emilia-Romagna scrive che la versione di Parma usa solo acqua tiepida come parte liquida. La ricetta del Consorzio del Parmigiano Reggiano invece mette un bicchiere di latte: sono due versioni documentate.

Quanto deve lievitare l'impasto?

La ricetta del Consorzio del Parmigiano Reggiano chiede almeno due ore, finché l'impasto raddoppia. Quella del gnocco fritto del Comune di Reggio Emilia si ferma a circa mezz'ora, mentre la crescentina bolognese usa il lievito per dolci e non lievita affatto.

Da me si mangia la torta fritta, vicino a Milano?

Sì, ma nella mia carta, a San Donato Milanese, porta il nome di Modena: gnocco fritto. Arriva caldo nell'Antipasto della Nonna, accompagna la Nebbia di Zibello e gira in mezzo al tavolo con il Capriccio lungo la Via Emilia.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.