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Tappa di Bologna

Mortadella o bologna: che differenza c'è e cosa dice il disciplinare IGP?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 6 min.

In poche parole

Sono due cose diverse. La Mortadella Bologna è un salume cotto IGP, registrato in Europa nel 1998: il disciplinare chiede carne suina, almeno il 15% di lardelli di gola, cottura in stufe ad aria secca e una zona di produzione. La bologna americana è regolata come i würstel, con un massimo del 30% di grasso, senza lardelli obbligatori né zona.

L’Antipasto della Nonna, con gnocco fritto e salumi della Via Emilia
Dalla mia cucina: l’Antipasto della Nonna, con gnocco fritto e salumi della Via Emilia.

In breve

Denominazione
Mortadella Bologna IGP, non DOP
Registrazione
Regolamento CE 1549/98 del 17 luglio 1998
Ingredienti base
carne suina, lardelli di gola, sale, pepe
Pistacchio
ammesso, non obbligatorio
Cottura
stufe ad aria secca, almeno 70 gradi al cuore
Zona
Emilia-Romagna, altre sei regioni e la provincia di Trento

La Mortadella Bologna è DOP o IGP?

È IGP, Indicazione Geografica Protetta. Lo dico subito perché in giro si legge spesso DOP, ed è sbagliato. Il nome è entrato nel registro europeo con il Regolamento CE 1549/98 del 17 luglio 1998, nella sezione dei prodotti a base di carne.

La differenza conta. Una DOP deve fare tutto il percorso nella sua zona, dalla materia prima al prodotto finito. Un'IGP lega al territorio almeno una fase della lavorazione. Per questo la Mortadella Bologna IGP si può produrre non solo in Emilia-Romagna, ma anche in Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio e in provincia di Trento.

Un dettaglio sul nome: quello registrato è «Mortadella Bologna», senza il «di». Al banco tutti dicono mortadella di Bologna, e va benissimo così; in etichetta però trovi la dicitura ufficiale.

Cosa c'è dentro, secondo il disciplinare?

Il disciplinare è il documento che dice cosa si può mettere nell'impasto e come va cotto.

Nell'elenco degli ingredienti non ci sono frutti rossi: niente mirtilli, nonostante qualche vecchio racconto, anche mio, li abbia messi dove non stanno.

Mortadella Bologna IGP: cosa prevede il disciplinare
  • Carne

    Cosa dice: carni suine della muscolatura striata

  • Grasso

    Cosa dice: lardelli di grasso della gola, ridotti a cubetti

  • Condimento

    Cosa dice: sale, pepe a grani o in pezzi, aromi naturali, spezie

  • Pistacchio

    Cosa dice: ammesso fra gli ingredienti, non obbligatorio

  • Lardelli

    Cosa dice: almeno il 15% della massa, bianco perlaceo

  • Aspetto

    Cosa dice: forma ovale o cilindrica, fetta rosa vivo e uniforme

  • Cottura

    Cosa dice: stufe ad aria secca, almeno 70 gradi al cuore, poi doccia di acqua fredda

Perché si chiama mortadella?

Le ipotesi sono due, e il Consorzio di tutela le riporta entrambe. La prima porta al mortarium, il mortaio con cui i Romani pestavano la carne con sale e spezie. La seconda porta al myrtatum, un insaccato insaporito con il mirto di cui scrivono Plinio e Varrone.

Nel Seicento l'agronomo bolognese Vincenzo Tanara ne dà una delle prime descrizioni dettagliate. Il Consorzio fa risalire al 24 ottobre 1661 il bando del cardinale Farnese che fissò le regole per prepararla a Bologna: è la data che oggi si festeggia come giornata della mortadella.

Con il pistacchio o senza: qual è quella vera?

Tutte e due. Il disciplinare mette il pistacchio fra gli ingredienti ammessi, non fra quelli obbligatori. Quello che non cambia sono i lardelli bianchi ben distribuiti nella fetta rosa e il profumo di pepe.

Io la preferisco tagliata sottile al momento, a temperatura di stanza: da fredda di frigorifero profuma meno.

Mortadella o bologna: che differenza c’è?

Se per «bologna» intendi il salume americano, sono due cose diverse. La Mortadella Bologna IGP segue un disciplinare: carne suina, almeno il 15% di lardelli di gola a cubetti, cottura in stufe ad aria secca fino ad almeno 70 gradi al cuore, e una zona di produzione precisa.

Negli Stati Uniti la «bologna» è regolata insieme ai würstel: la norma federale (9 CFR 319.180) la mette nello stesso gruppo dei frankfurter e fissa un massimo del 30% di grasso, ma non chiede né i lardelli né la cottura in stufa né una zona. In Europa il nome Mortadella Bologna è protetto dal 1998: lo può portare solo la mortadella che rispetta il disciplinare.

Con cosa si abbina la mortadella?

La mortadella è dolce e grassa, quindi cerca qualcosa che la accompagni senza coprirla: un pane caldo, un formaggio sapido, un vino con le bollicine che pulisca la bocca. Sono abbinamenti di tradizione e di gusto, non regole scritte.

Abbinamenti della mortadella
  • Gnocco fritto e tigelle

    Perché funziona: il pane caldo scioglie appena il grasso e ne libera il profumo

  • Parmigiano Reggiano stagionato

    Perché funziona: la sapidità equilibra la dolcezza della carne

  • Squacquerone di Romagna

    Perché funziona: cremoso e acidulo, alleggerisce il boccone

  • Lambrusco o altre bollicine secche

    Perché funziona: le bollicine sgrassano il palato

  • Ripieno dei tortellini

    Perché funziona: nella ricetta depositata nel 1974 è una delle tre carni del ripieno

Nella mia carta

In quali piatti della mia carta trovi la mortadella?

Nel mio tagliere la mortadella è la tappa di Bologna. Uso la Mortadella «La Favola» Gran Riserva: la trovi nel Capriccio lungo la Via Emilia, nell'Antipasto della Nonna, con gnocco fritto caldo e altri salumi della Via Emilia, e sopra La Favolosa, l'orecchia con Squacquerone di Romagna e cipolle rosse caramellate al Balsamico. Nel ripieno dei Tortellini 24 mesi e dei Tortellini in Brodo la carta indica invece Mortadella IGP, con Parmigiano Reggiano DOP.

  • Il Capriccio lungo la Via Emilia

    Prosciutto di Parma DOP “Riserva Piazza Peppino” 24 mesi

    Per due persone 38, Per una persona 24

  • Antipasto della Nonna

    Gnocco fritto caldo e salumi della Via Emilia: Prosciutto di Parma DOP “Riserva Piazza Peppino” 24 mesi, Salame Felino “La Fenice”, Mortadella “La Favola” Gran Riserva, Coppa “Riserva Cav. Ferrari” di Langhirano e Pancetta di Grossetti Alta Val Tidone.

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  • La Favolosa

    Orecchia firmata con Mortadella “La Favola” Gran Riserva, Squacquerone di Romagna e cipolle rosse caramellate al Balsamico: vellutata sopra, dorata e fragrante sotto.

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Domande

Le domande che mi fanno

La Mortadella Bologna è DOP?

No, è IGP. È stata registrata come Indicazione Geografica Protetta con il Regolamento CE 1549/98 del 17 luglio 1998. Scrivere DOP è un errore frequente: anche un mio vecchio racconto lo faceva, e qui l'ho corretto.

Mortadella o bologna: che differenza c’è?

Se per «bologna» intendi il salume americano, sono due cose diverse. La Mortadella Bologna IGP ha un disciplinare: almeno il 15% di lardelli di gola, cottura in stufe ad aria secca e una zona di produzione. Negli Stati Uniti la «bologna» è regolata come i würstel, con un massimo del 30% di grasso, senza lardelli obbligatori né zona. In Europa solo la mortadella che rispetta il disciplinare può chiamarsi Mortadella Bologna.

Nella Mortadella Bologna ci sono i mirtilli?

No. Il disciplinare elenca carne suina, lardelli di gola, sale, pepe, aromi naturali, spezie e pistacchio fra gli ingredienti ammessi. I frutti rossi non compaiono: una mortadella con i mirtilli non può chiamarsi Mortadella Bologna IGP.

La mortadella è cruda o cotta?

È cotta. Il disciplinare prevede la cottura in stufe ad aria secca fino ad almeno 70 gradi al cuore del prodotto, poi una doccia di acqua fredda e il raffreddamento. Per questo si mangia così com'è, affettata.

Si dice Mortadella di Bologna o Mortadella Bologna?

Il nome registrato in Europa è Mortadella Bologna, senza il «di». Nel parlare di tutti i giorni si dice mortadella di Bologna e nessuno sbaglia: in etichetta però la dicitura ufficiale è quella senza preposizione.

Dove si produce la Mortadella Bologna IGP?

Non solo a Bologna. La zona prevista dal disciplinare comprende Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio e la provincia di Trento. Il nome resta quello della città a cui la sua storia è legata, dal bando del 1661 in poi.

Da me si mangia la Mortadella Bologna, vicino a Milano?

Sì. Nella mia carta a San Donato Milanese la Mortadella IGP è nel ripieno dei Tortellini 24 mesi e dei Tortellini in Brodo; nel Capriccio lungo la Via Emilia, nell'Antipasto della Nonna con il gnocco fritto caldo e sopra La Favolosa uso la Mortadella «La Favola» Gran Riserva.

Le fonti di questo racconto

Date, regole e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto: consorzi, disciplinari, enti. Se trovi un errore, scrivimi e lo correggo.

Testi curati da Michele Palumbo.

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Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.