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I racconti di Nonna Emilia, tappa di Bologna

Qual è la ricetta delle tagliatelle al ragù di Bologna, e da dove vengono?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 9 min.

In poche parole

Le tagliatelle al ragù vengono da Bologna: pasta all'uovo larga otto millimetri da cotta, condita con un sugo di manzo e pancetta, un battuto di cipolla, carota e sedano, vino e pomodoro, cotto per circa due ore. Misura e ragù sono depositati alla Camera di Commercio di Bologna, nel 1972 e nel 1982, con la ricetta rinnovata nel 2023.

Tagliatelle al ragù con il Parmigiano Reggiano

In breve

Dove nascono
Bologna. L'elenco dei prodotti tradizionali dell'Emilia-Romagna ha la «Tagliatella bolognese» e il «Ragù classico alla bolognese», tutti e due in provincia di Bologna
La misura
8 millimetri da cotta, circa 7 da cruda, depositata il 16 aprile 1972
Il ragù depositato
17 ottobre 1982, rinnovato il 20 aprile 2023
La carne del ragù del 2023
polpa di manzo macinata grossa e pancetta fresca di maiale
Non ammessi
polpa di vitello, pancetta affumicata, aglio, rosmarino, farina per addensare
Quanto cuoce il ragù depositato
circa due ore, anche tre
Lucrezia e Mastro Zafirano
si racconta, in due versioni diverse

Da dove vengono le tagliatelle al ragù?

Da Bologna. L'elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna mette la «Tagliatella bolognese» e il «Ragù classico alla bolognese» sotto la provincia di Bologna.

L'Accademia Italiana della Cucina le tiene fra le sue ricette simbolo. Nel 2005 la Delegazione di Bologna-San Luca ha raccolto in un solo documento dieci «ricette simbolo» della cucina classica bolognese, depositato al Palazzo della Mercanzia: fra le sei già codificate negli anni precedenti ci sono i tortellini in brodo, le lasagne verdi alla bolognese e le tagliatelle al ragù.

E prima ancora c'era Pellegrino Artusi, che apre la sua ricetta delle tagliatelle all'uso di Romagna con un proverbio: «Conti corti e tagliatelle lunghe, dicono i Bolognesi, e dicono bene».

Quanto deve essere larga una tagliatella?

Otto millimetri da cotta, circa sette da cruda. Il 16 aprile 1972 Francesco Majani e Alcino Cesari, a nome dell'Accademia Italiana della Cucina, depositarono alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta e la misura della tagliatella: la 12.270ª parte dell'altezza della Torre degli Asinelli. Il campione è una tagliatella d'oro, custodita in uno scrigno.

Con quel deposito è cominciata una raccolta che oggi, secondo la Camera di Commercio, conta trentaquattro ricette della cultura gastronomica bolognese. Di come si tira la sfoglia e degli spessori ho scritto nel racconto sulla sfoglia fatta a mano.

Che cosa è depositato alla Camera di Commercio di Bologna
  • La misura della tagliatella

    Quando: 16 aprile 1972

    Che cosa dice: otto millimetri da cotta, circa sette da cruda

  • La ricetta del ragù

    Quando: 17 ottobre 1982

    Che cosa dice: la prima versione della ricetta

  • La ricetta del ragù, rinnovata

    Quando: 20 aprile 2023

    Che cosa dice: latte facoltativo, circa due ore di cottura a recipiente coperto

Com'è il ragù della ricetta depositata?

È un sugo di manzo e pancetta, con pomodoro e un battuto di cipolla, carota e sedano, cotto piano per circa due ore. Nel 1982 gli Accademici di Bologna depositarono il ragù, scrivono, «per vestire degnamente la tagliatella, depositata nuda come fu creata». Il 20 aprile 2023 l'Accademia ha consegnato alla Camera di Commercio una ricetta rinnovata, scritta da un comitato di studi delle tre delegazioni bolognesi dopo un questionario a ristoranti, famiglie ed esperti.

Gli ingredienti, per sei persone:

  • 400 grammi di polpa di manzo macinata grossa e 150 grammi di pancetta fresca di maiale;
  • mezza cipolla, una carota e un gambo di sedano, circa 60 grammi ciascuno, tritati sul tagliere;
  • un bicchiere di vino rosso o bianco, 200 grammi di passata e un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro;
  • un bicchiere di latte intero, facoltativo, brodo leggero, tre cucchiai di olio extravergine, sale e pepe.

Si scioglie la pancetta nell'olio, si fa appassire piano il battuto, si rosola la carne finché «sfrigola», si sfuma col vino fino a quando non se ne sente più l'odore, poi pomodoro e brodo, e si cuoce coperto per circa due ore, anche tre. Il latte, se si usa, va a metà cottura e deve ritirarsi del tutto. Alla fine il ragù deve risultare «di un bel colore arancione scuro, avvolgente e cremoso».

La ricetta dice anche che cosa si può cambiare. Sono ammessi le carni miste, circa 60 per cento manzo e 40 per cento maiale, la carne tritata al coltello, la pancetta stesa o arrotolata e un profumo di noce moscata. Non sono ammessi la polpa di vitello, la pancetta affumicata, la sola carne di maiale, aglio, rosmarino, prezzemolo e altri aromi, il brandy al posto del vino e la farina per addensare.

E chiude con una frase che a me piace molto: la ricetta depositata «non vuole rappresentare l'unica possibile, ma vuole essere una guida sicura».

Il ragù di Artusi era già così?

No. Nella Scienza in cucina Artusi scrive una ricetta di maccheroni alla bolognese, con un sugo di carne magra di vitella tagliata a dadini, carnesecca, burro, cipolla, carota, sedano, un pizzico di farina e brodo, e se si vuole mezzo bicchiere di panna. Due di quegli ingredienti, la vitella e la farina, sono proprio fra quelli che la ricetta del 2023 non ammette.

Lo stesso Artusi, però, già accostava quel sugo alla sfoglia: le sue tagliatelle verdi si condiscono, scrive, anche «come i maccheroni o le tagliatelle dei N. 87 e 69», cioè col sugo dei maccheroni alla bolognese.

È vero che le tagliatelle sono nate per Lucrezia?

È una leggenda, e se ne raccontano due versioni. Secondo la tradizione riportata dalla Città metropolitana di Bologna e dalla Biblioteca Salaborsa, le tagliatelle le avrebbe inventate nel 1487 Mastro Zafirano, cuoco dei Bentivoglio, per le nozze di Annibale Bentivoglio con Lucrezia d'Este. Un'altra leggenda, riportata dalla stessa Città metropolitana, dice che a ispirare Mastro Zafirano furono i capelli biondi di Lucrezia Borgia, nel 1502, mentre passava per andare sposa ad Alfonso d'Este a Ferrara.

Le due versioni non vanno d'accordo né sulla data né sulla Lucrezia, e le fonti che le riportano le chiamano tradizione e leggenda, senza un documento dell'epoca. Io le racconto così: come storie di tavola.

Come porto in tavola le tagliatelle al ragù?

Le Tagliatelle 1955 sono il piatto che ho servito il 14 febbraio 2011, il giorno in cui ho aperto. Sono ancora in carta, e non le ho mai tolte. L'anno nel nome è quello della ricetta di mia mamma, Adele, del 1955.

La giornata in cucina comincia alle otto e mezza del mattino. La sfoglia si tira a mano ogni mattina, con la farina Petra, e si taglia a coltello: diventa tagliatelle ruvide. Il ragù è di manzo e sta sul fuoco otto ore: molto più delle due o tre che indica la ricetta depositata. È la mia scelta, non una regola di Bologna. Sopra, Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi.

Le porzioni sono tre: Giusta se dopo prosegui con un secondo, Abbondante se il primo è la tua tappa principale, Esagerata quando vuoi farlo diventare il centro della tavola. Accanto ti suggerisco un calice di Sangiovese Superiore «Centurione».

E se vuoi fare tutta la strada in una sera, le Tagliatelle 1955 sono la seconda portata del Percorso Via Emilia.

Nella mia carta

  • Tagliatelle 1955

    Giusta 18, Abbondante 23, Esagerata 28

    Tagliatelle ruvide fatte a mano, ragù di manzo cotto piano, Parmigiano Reggiano 24 mesi.

    Il calice consigliato: Sangiovese Superiore «Centurione» S. Ferrucci, calice 7.

  • Il Percorso Via Emilia

    39 a persona, a cena, minimo 2 persone

    L'Antipasto della Nonna, le Tagliatelle 1955, la Rosa di Parma e un barattolo a scelta fra i miei dolci. Il calice di Blanc de Blancs sull'antipasto te lo offro io. Il coperto, 3 a persona con il pane fresco e il servizio, e le altre bevande sono a parte.

Domande e risposte

Le domande che mi fanno

Quanto è larga una tagliatella bolognese?

Otto millimetri da cotta, circa sette da cruda. È la misura depositata il 16 aprile 1972 alla Camera di Commercio di Bologna, a nome dell'Accademia Italiana della Cucina: la 12.270ª parte dell'altezza della Torre degli Asinelli.

Qual è la ricetta ufficiale del ragù alla bolognese?

Non è una legge, ma il riferimento è la ricetta depositata dall'Accademia Italiana della Cucina alla Camera di Commercio di Bologna, prima il 17 ottobre 1982 e, rinnovata, il 20 aprile 2023: polpa di manzo macinata grossa, pancetta fresca di maiale, cipolla, carota, sedano, vino, passata e concentrato di pomodoro, brodo, e il latte facoltativo.

Nel ragù alla bolognese ci va il latte?

Si può mettere. La ricetta del 2023 lo indica come facoltativo: un bicchiere di latte intero a metà cottura, che deve ritirarsi completamente.

Quanto deve cuocere il ragù alla bolognese?

Secondo la ricetta depositata nel 2023, circa due ore a recipiente coperto, anche tre secondo le preferenze e le carni usate. Il ragù delle mie Tagliatelle 1955 sta sul fuoco otto ore.

Le tagliatelle sono nate per Lucrezia Borgia?

Si racconta, ma è una leggenda, anzi due: una parla delle nozze di Lucrezia d'Este nel 1487, l'altra dei capelli biondi di Lucrezia Borgia nel 1502. Le fonti che le riportano le presentano come tradizione, senza un documento dell'epoca.

Da me si mangiano le tagliatelle al ragù, vicino a Milano?

Sì, nella mia carta, a San Donato Milanese: si chiamano Tagliatelle 1955, tagliatelle ruvide fatte a mano con ragù di manzo che sta sul fuoco otto ore. Ci sono anche nel Percorso Via Emilia, a cena.

Le fonti di questo racconto

Date, misure e ricette le ho rilette sulle fonti qui sotto, l'11 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivimi a info@nonnaemilia.it e lo correggo.

  1. Camera di Commercio di Bologna, comunicato stampa L'Accademia Italiana della Cucina ha depositato alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta aggiornata del vero ragù alla bolognese, 20/04/2023
  2. Camera di Commercio di Bologna, notizia Depositata la rinnovata ricetta del vero ragù alla bolognese, 21/04/2023
  3. Biblioteca Salaborsa, Cronologia di Bologna, 1972, Ricetta e misura della tagliatella bolognese
  4. Maurizio Campiverdi, Cucina classica bolognese, «Civiltà della Tavola», Accademia Italiana della Cucina, 2005, n. 157, p. 62
  5. Regione Emilia-Romagna, Elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna, ventiseiesima revisione (determina 23282/2025), voci n. 274 e n. 368
  6. Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, edizione con 790 ricette, ricette n. 70, 71 e 87 (Project Gutenberg n. 59047)
  7. Città metropolitana di Bologna, Turismo in pianura, Blonde strips of fresh pasta inspired to Lucrezia

Testi curati da Michele Palumbo.

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Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.