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I racconti di Nonna Emilia, tappa di Modena

Tigelle o crescentine: qual è il nome giusto e come si mangiano?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 6 min.

In poche parole

Sono giusti tutti e due: è la stessa focaccina tonda dell'Appennino modenese. In montagna si chiama crescentina e la tigella era il disco di terracotta in cui cuoceva; in città il nome è passato al pane. La farcitura della tradizione modenese è la cunza, un battuto di lardo, aglio e rosmarino, con Parmigiano Reggiano.

Tigelle calde con le salse da scarpetta, nelle ciotoline

In breve

Dove nasce
sull'Appennino modenese
Crescentina
la focaccina; il nome usato in montagna
Tigella
in origine la piccola teglia di terracotta in cui cuoceva
Nome nell'elenco regionale dei prodotti tradizionali
«Tigella modenese, tigèla modenese, crescentina modenese, cherscènta modenese», provincia di Modena
Si riempie con
la cunza modenese, un battuto di lardo, aglio e rosmarino, e Parmigiano Reggiano
Attenzione a Bologna
lì «crescentina» è la pasta fritta che a Modena si chiama gnocco fritto

Qual è il nome giusto, tigella o crescentina?

Tutti e due, e a dirlo è l'Accademia della Crusca. Nel 2024 la Crusca ha risposto proprio a questa domanda: nella montagna modenese «crescentina» è la focaccina tonda, e chi segue la tradizione rifiuta «tigella», perché lassù con quel nome si è sempre indicato lo strumento. Il vocabolario modenese di Maranesi e Papini, del 1893, definisce la tigèla una «piccola teglia piana senza orlo, di terracotta, o di lastra di ferro».

In città e a valle, invece, ha preso piede «tigella» per il pane, soprattutto negli ultimi decenni. La Crusca chiude così: la Regione Emilia-Romagna ha depositato un disciplinare con il nome Crescentina (Tigella) di Modena, che tiene tutti e due i nomi, e nessuno deve sbagliare.

Lo stesso fa l'elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna: alla voce della provincia di Modena scrive «Tigella modenese, tigèla modenese, crescentina modenese, cherscènta modenese».

Lo stesso nome, cose diverse
  • Appennino modenese

    Crescentina: il pane tondo

    Tigella: il disco di terracotta in cui cuoceva

  • Modena, in città e in pianura

    Crescentina: il pane tondo

    Tigella: il pane tondo: il nome del disco è passato al pane

E a Bologna la crescentina che cos'è?

È un'altra cosa, ed è qui che ci si confonde. A Bologna la crescente o crescentina è un pezzo di pasta fritta: la stessa preparazione che a Modena si chiama gnocco fritto. La Crusca cita Pellegrino Artusi, che scriveva: «Quando sentii la prima volta nominare la crescente, credei si parlasse della luna».

Quindi, lungo la Via Emilia, la stessa parola indica una focaccina cotta fra due dischi a Modena e una pasta fritta a Bologna.

Come si cuocevano le crescentine?

Fra dischi di terracotta scaldati sulla brace. Le tigelle erano dischi d'argilla di circa dieci centimetri, spesso decorati con un fiore; l'impasto veniva avvolto in foglie di castagno e impilato, alternato ai dischi, vicino al fuoco.

Un articolo di Cesare Dondi sulla rivista della Provincia di Modena racconta che i contadini facevano i dischi d'inverno, con la terra presa dal castagneto, e li cuocevano sotto le braci; e lega le crescentine alla montagna «fra il Secchia e il Panaro, nel Frignano».

Oggi si cuociono nelle tigelliere, con piastre di pietra o stampi di metallo.

Con che cosa si mangiano le tigelle?

Calde, aperte a metà e riempite. La farcitura della tradizione è la cunza modenese, un battuto di lardo, aglio e rosmarino: un cucchiaino nella crescentina bollente, sopra il Parmigiano Reggiano grattugiato, e si chiude. Vanno bene anche salumi e formaggi.

Che differenza c'è fra tigelle e gnocco fritto?

La cottura. La crescentina, o tigella, è un impasto cotto fra due dischi o due piastre. Il gnocco fritto è pasta di pane fritta, che a Parma si chiama torta fritta e a Bologna, appunto, crescentina. Del gnocco fritto e dei suoi nomi ho scritto nel racconto sulla torta fritta.

Come porto in tavola le tigelle?

Per me Modena è la tappa del gnocco fritto e delle tigelle. Le mie tigelle le impasto qui, nella mia cucina, e le cuocio su pietra: arrivano calde, da aprire con le mani.

Il piatto dove stanno al centro è il Quartetto Scarpettoso: tigelle calde con quattro salse da scarpetta, il Ragù di Manzo ricetta del 1955, la Salsa ai Cinque Pomodori, lo Squacquerone di Romagna all'olio extravergine e il Pesto Modenese fatto in casa. Quattro tigelle, oppure otto nel formato grande: una piccola partenza da condividere, per assaggiare quattro strade diverse.

Le tigelle calde arrivano anche col Capriccio lungo la Via Emilia e col Viaggio Caseario, accanto a salumi e formaggi. E se servono, le aggiungo cinque per volta.

A fine cena c'è il mio gioco dolce: le Tigelle dei Golosi, appena tostate, che si schiudono per accogliere la crema di nocciole. Questa non la trovi nelle fonti che cito qui sotto: è un dolce della mia carta.

Nella mia carta

  • Quartetto Scarpettoso

    4 pezzi 14, 8 pezzi 19

    Tigelle calde con quattro salse da scarpetta: Ragù di Manzo ricetta del 1955, Salsa ai Cinque Pomodori, Squacquerone di Romagna all'EVO, Pesto Modenese fatto in casa.

  • Tigelle dei Golosi

    8

    Tigelle appena tostate che si schiudono per accogliere la crema di nocciole.

Porzione extra: tigelle cotte su pietra, 5 pezzi, +5.

Domande e risposte

Le domande che mi fanno

Si dice tigelle o crescentine?

Tutti e due. Sull'Appennino modenese il pane si chiama crescentina e la tigella è il disco di terracotta in cui cuoceva; in città il nome del disco è passato al pane. L'Accademia della Crusca e l'elenco dei prodotti tradizionali dell'Emilia-Romagna tengono entrambi i nomi.

Perché a Bologna la crescentina è fritta?

Perché a Bologna «crescentina» indica un'altra preparazione: la pasta fritta che a Modena si chiama gnocco fritto. È lo stesso nome per due cose diverse, in due città vicine lungo la Via Emilia.

Con cosa si riempiono le tigelle?

La farcitura della tradizione modenese è la cunza, un battuto di lardo, aglio e rosmarino, con Parmigiano Reggiano grattugiato. Nel mio Quartetto Scarpettoso arrivano con quattro salse da scarpetta: Ragù di Manzo, Salsa ai Cinque Pomodori, Squacquerone di Romagna e Pesto Modenese fatto in casa.

Le tigelle e il gnocco fritto sono la stessa cosa?

No. La crescentina, o tigella, è un impasto cotto fra due dischi o due piastre; il gnocco fritto è pasta di pane fritta.

Da me si mangiano le tigelle, vicino a Milano?

Sì, a San Donato Milanese: calde e cotte su pietra, nel Quartetto Scarpettoso, nel Capriccio lungo la Via Emilia e nel Viaggio Caseario; a fine cena, in versione dolce, nelle Tigelle dei Golosi.

Le fonti di questo racconto

Nomi, date e usi li ho riletti sulle fonti qui sotto, l'11 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivimi a info@nonnaemilia.it e lo correggo.

  1. Accademia della Crusca, Monica Alba, Crescentine o tigelle, questo è il dilemma, consulenza linguistica, 05/06/2024
  2. Regione Emilia-Romagna, Elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Emilia-Romagna, file «Elenco tradizionali 2024» pubblicato dalla Regione, n. 281
  3. Elisa Mazzini, Tutto quello che c'è da sapere sulle Tigelle, Travel Emilia Romagna, 16/09/2020 (agg. 01/12/2025)
  4. Cesare Dondi, articolo sulle crescentine, rivista della Provincia di Modena (data non indicata nel file)

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.