Che cos'è l'orecchia di elefante?
È una cotoletta battuta: la carne si toglie dall'osso e si batte finché diventa sottile e larga. La scheda del Gambero Rosso la chiama proprio così, «Orecchia d'elefante (Cotoletta alla milanese battuta)», e la descrive con due regole:
- una cotoletta di vitello senza osso, pulita da grasso e nervetti, con il bordo inciso leggermente;
- battuta col batticarne «a lungo ma delicatamente», fino a non superare il mezzo centimetro.
La stessa scheda chiude con una frase che dice tutto: la scelta fra la cotoletta alta e quella battuta «divide il mondo in due».
Perché si chiama orecchia di elefante?
Per la forma, larga, sottile e con il bordo irregolare. Non ho trovato una fonte seria che dica quando e dove il nome sia stato usato per la prima volta, e quindi non te lo invento.
Quello che si può dire è che «orecchia» è una forma vera della lingua: il vocabolario Treccani la registra come lo stesso di «orecchio», meno usata nella lingua comune ma viva nell'uso regionale. Nella mia carta lo spiego così: l'orecchia è battuta sottile come un foglio e grande come un'orecchia di elefante.
Che differenza c'è con la cotoletta alla milanese?
L'osso e l'altezza. La costoletta alla milanese che il Comune di Milano ha riconosciuto con la Denominazione Comunale vuole costolette di vitello «tagliate alte quanto l'osso», ognuna con l'osso a cui la carne aderisce «in banderuola». L'orecchia di elefante l'osso non ce l'ha, ed è battuta bassa: per questo non rientra in quella ricetta.
Della costoletta col manico, della sua storia e delle sue leggende ho scritto nel racconto sulla cotoletta alla milanese.
E la Wiener Schnitzel? Anche lei è una fettina battuta senza osso: secondo la scheda del Ministero dell'agricoltura austriaco misura di solito circa 6 millimetri, e il Codex alimentare austriaco la vuole di vitello.
L'osso
Orecchia di elefante: no
Costoletta alla milanese (De.Co.): sì, la carne aderisce all'osso
Wiener Schnitzel: no
Lo spessore
Orecchia di elefante: battuta, al massimo mezzo centimetro (Gambero Rosso)
Costoletta alla milanese (De.Co.): alta quanto l'osso
Wiener Schnitzel: battuta, di solito circa 6 millimetri
La carne
Orecchia di elefante: vitello nella ricetta classica; suino nella mia
Costoletta alla milanese (De.Co.): vitello
Wiener Schnitzel: vitello
L'orecchia di elefante è sempre di vitello?
No. La ricetta classica della scheda del Gambero Rosso è di vitello, ma la carne si può cambiare.
Nella mia carta lo scrivo chiaro: l'orecchia di elefante è un'altra scuola rispetto alla Milanese, non ha l'osso e può essere di suino. La mia lo è.
Come porto in tavola le mie Orecchie?
La mia orecchia di elefante è carne di suino dalla Cascina Fornaci di Riozzo, a chilometro zero. È dorata, pesa mezzo chilo ed è battuta sottile: esce dal piatto.
Le porto in tavola in due modi. Le classiche sono le versioni più immediate: La Classica Dorata, nella sua forma più pulita, e La Vestita, con rucola e pomodorini dolci sopra. Le firmate portano ognuna un pezzo di strada lungo la Via Emilia: un salume, una fonduta, un formaggio o un tocco di fresco.
- Lungo la Via Emilia è la mia orecchia firmata «Via Emilia»: Coppa di Langhirano, Raspadura Lodigiana e riduzione di Balsamico di Modena. È la scelta per assaggiare il viaggio intero. Del balsamico ho scritto nel racconto sull'aceto balsamico di Modena.
- La Favolosa porta la Mortadella Bologna IGP «La Favola» Gran Riserva, lo Squacquerone di Romagna e le cipolle rosse caramellate al Balsamico. Della mortadella ho scritto nel racconto sulla Mortadella Bologna.
- La Lombarda porta il Gorgonzola DOP della Cascina «Ca de Lassi» e le noci.
- La Reggiana porta la fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi: l'Emilia in una firma.
- La Riminese porta il Prosciutto di Parma DOP, lo Squacquerone di Romagna DOP e la rucola: la più fresca.
E fino al cambio di carta di dicembre c'è un'Orecchia in più, nel fuori menù d'autunno: La Regina d'Autunno, con i Funghi Porcini trifolati e la fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Ne ho scritto nel racconto sui Funghi Porcini d'autunno.
Nella mia carta
La Classica Dorata
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Orecchia di elefante grande e sottile, dorata, servita nella sua forma più pulita e immediata.
La Vestita
28
La stessa Orecchia dorata e sottile, completata con rucola e pomodorini dolci per dare colore, profumo e un morso più pieno.
Lungo la Via Emilia
29
La mia Orecchia firmata «Via Emilia». Coppa «Riserva Cav. Ferrari» di Langhirano, Raspadura Lodigiana e riduzione di Balsamico di Modena: salume sapido, formaggio morbido e acidità dolce sopra l'Orecchia dorata.
La Favolosa
28
Orecchia firmata con Mortadella Bologna IGP «La Favola» Gran Riserva, Squacquerone di Romagna e cipolle rosse caramellate al Balsamico: vellutata sopra, dorata e fragrante sotto.
La Lombarda
28
Orecchia firmata con Gorgonzola DOP Cascina «Ca de Lassi» e noci croccanti: cremosa e profonda, con un morso deciso.
La Reggiana
29
Orecchia firmata con fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi: cremosa, sapida e diretta.
La Riminese
29
Orecchia firmata con Prosciutto di Parma DOP «Riserva Piazza Peppino», Squacquerone di Romagna DOP e Rucola.
Per completare, la carta suggerisce le Patate al forno accanto a La Lombarda e a La Riminese, e le Chips di Patate accanto a La Reggiana: +4,50.

