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I racconti di Nonna Emilia, Carni

Orecchia di elefante: che cos'è e che differenza c'è con la cotoletta?

Racconta Nonna Emilia. Pubblicato il , aggiornato il . Si legge in 8 min.

In poche parole

L'orecchia di elefante è una cotoletta senza osso, battuta finché diventa grande e sottile: nella ricetta del Gambero Rosso non supera il mezzo centimetro. Non è la costoletta alla milanese della ricetta De.Co. del Comune di Milano, che ha l'osso ed è alta quanto l'osso. Nella ricetta classica è di vitello; nella mia carta è suino, in sette versioni.

La mia orecchia di elefante, grande e sottile, nel piatto

In breve

Che cos'è
una cotoletta battuta, senza osso, alta al massimo mezzo centimetro nella ricetta pubblicata dal Gambero Rosso
Il nome
dice la forma, larga e sottile; non ho trovato un documento che dica chi l'ha usato per primo
La differenza con la milanese De.Co.
la costoletta del Comune di Milano ha l'osso ed è alta quanto lui
La differenza con la Wiener Schnitzel
anche lo Schnitzel è una fettina di vitello battuta senza osso; la scheda austriaca lo dà di solito sui 6 millimetri, l'orecchia del Gambero Rosso non supera il mezzo centimetro
La carne
vitello nella ricetta classica; nella mia carta, suino
Nella mia carta
due Orecchie classiche e cinque firmate

Che cos'è l'orecchia di elefante?

È una cotoletta battuta: la carne si toglie dall'osso e si batte finché diventa sottile e larga. La scheda del Gambero Rosso la chiama proprio così, «Orecchia d'elefante (Cotoletta alla milanese battuta)», e la descrive con due regole:

  • una cotoletta di vitello senza osso, pulita da grasso e nervetti, con il bordo inciso leggermente;
  • battuta col batticarne «a lungo ma delicatamente», fino a non superare il mezzo centimetro.

La stessa scheda chiude con una frase che dice tutto: la scelta fra la cotoletta alta e quella battuta «divide il mondo in due».

Perché si chiama orecchia di elefante?

Per la forma, larga, sottile e con il bordo irregolare. Non ho trovato una fonte seria che dica quando e dove il nome sia stato usato per la prima volta, e quindi non te lo invento.

Quello che si può dire è che «orecchia» è una forma vera della lingua: il vocabolario Treccani la registra come lo stesso di «orecchio», meno usata nella lingua comune ma viva nell'uso regionale. Nella mia carta lo spiego così: l'orecchia è battuta sottile come un foglio e grande come un'orecchia di elefante.

Che differenza c'è con la cotoletta alla milanese?

L'osso e l'altezza. La costoletta alla milanese che il Comune di Milano ha riconosciuto con la Denominazione Comunale vuole costolette di vitello «tagliate alte quanto l'osso», ognuna con l'osso a cui la carne aderisce «in banderuola». L'orecchia di elefante l'osso non ce l'ha, ed è battuta bassa: per questo non rientra in quella ricetta.

Della costoletta col manico, della sua storia e delle sue leggende ho scritto nel racconto sulla cotoletta alla milanese.

E la Wiener Schnitzel? Anche lei è una fettina battuta senza osso: secondo la scheda del Ministero dell'agricoltura austriaco misura di solito circa 6 millimetri, e il Codex alimentare austriaco la vuole di vitello.

Orecchia di elefante, costoletta alla milanese e Wiener Schnitzel
  • L'osso

    Orecchia di elefante: no

    Costoletta alla milanese (De.Co.): sì, la carne aderisce all'osso

    Wiener Schnitzel: no

  • Lo spessore

    Orecchia di elefante: battuta, al massimo mezzo centimetro (Gambero Rosso)

    Costoletta alla milanese (De.Co.): alta quanto l'osso

    Wiener Schnitzel: battuta, di solito circa 6 millimetri

  • La carne

    Orecchia di elefante: vitello nella ricetta classica; suino nella mia

    Costoletta alla milanese (De.Co.): vitello

    Wiener Schnitzel: vitello

L'orecchia di elefante è sempre di vitello?

No. La ricetta classica della scheda del Gambero Rosso è di vitello, ma la carne si può cambiare.

Nella mia carta lo scrivo chiaro: l'orecchia di elefante è un'altra scuola rispetto alla Milanese, non ha l'osso e può essere di suino. La mia lo è.

Come porto in tavola le mie Orecchie?

La mia orecchia di elefante è carne di suino dalla Cascina Fornaci di Riozzo, a chilometro zero. È dorata, pesa mezzo chilo ed è battuta sottile: esce dal piatto.

Le porto in tavola in due modi. Le classiche sono le versioni più immediate: La Classica Dorata, nella sua forma più pulita, e La Vestita, con rucola e pomodorini dolci sopra. Le firmate portano ognuna un pezzo di strada lungo la Via Emilia: un salume, una fonduta, un formaggio o un tocco di fresco.

  • Lungo la Via Emilia è la mia orecchia firmata «Via Emilia»: Coppa di Langhirano, Raspadura Lodigiana e riduzione di Balsamico di Modena. È la scelta per assaggiare il viaggio intero. Del balsamico ho scritto nel racconto sull'aceto balsamico di Modena.
  • La Favolosa porta la Mortadella Bologna IGP «La Favola» Gran Riserva, lo Squacquerone di Romagna e le cipolle rosse caramellate al Balsamico. Della mortadella ho scritto nel racconto sulla Mortadella Bologna.
  • La Lombarda porta il Gorgonzola DOP della Cascina «Ca de Lassi» e le noci.
  • La Reggiana porta la fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi: l'Emilia in una firma.
  • La Riminese porta il Prosciutto di Parma DOP, lo Squacquerone di Romagna DOP e la rucola: la più fresca.

E fino al cambio di carta di dicembre c'è un'Orecchia in più, nel fuori menù d'autunno: La Regina d'Autunno, con i Funghi Porcini trifolati e la fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Ne ho scritto nel racconto sui Funghi Porcini d'autunno.

Nella mia carta

  • La Classica Dorata

    26

    Orecchia di elefante grande e sottile, dorata, servita nella sua forma più pulita e immediata.

  • La Vestita

    28

    La stessa Orecchia dorata e sottile, completata con rucola e pomodorini dolci per dare colore, profumo e un morso più pieno.

  • Lungo la Via Emilia

    29

    La mia Orecchia firmata «Via Emilia». Coppa «Riserva Cav. Ferrari» di Langhirano, Raspadura Lodigiana e riduzione di Balsamico di Modena: salume sapido, formaggio morbido e acidità dolce sopra l'Orecchia dorata.

  • La Favolosa

    28

    Orecchia firmata con Mortadella Bologna IGP «La Favola» Gran Riserva, Squacquerone di Romagna e cipolle rosse caramellate al Balsamico: vellutata sopra, dorata e fragrante sotto.

  • La Lombarda

    28

    Orecchia firmata con Gorgonzola DOP Cascina «Ca de Lassi» e noci croccanti: cremosa e profonda, con un morso deciso.

  • La Reggiana

    29

    Orecchia firmata con fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi: cremosa, sapida e diretta.

  • La Riminese

    29

    Orecchia firmata con Prosciutto di Parma DOP «Riserva Piazza Peppino», Squacquerone di Romagna DOP e Rucola.

Per completare, la carta suggerisce le Patate al forno accanto a La Lombarda e a La Riminese, e le Chips di Patate accanto a La Reggiana: +4,50.

Domande e risposte

Le domande che mi fanno

Che cos'è l'orecchia di elefante?

È una cotoletta senza osso, battuta finché diventa larga e sottile: al massimo mezzo centimetro nella ricetta del Gambero Rosso. Il nome viene dalla sua forma.

Orecchia di elefante e cotoletta alla milanese sono la stessa cosa?

No. La costoletta alla milanese della Denominazione Comunale di Milano è di vitello, con l'osso, alta quanto l'osso. L'orecchia di elefante non ha l'osso ed è battuta sottile.

Perché si chiama orecchia di elefante?

Per la forma, grande e sottile. Non ho trovato un documento che dica chi l'ha chiamata così per primo.

L'orecchia di elefante è di vitello o di maiale?

Tutte e due. La ricetta classica pubblicata dal Gambero Rosso è di vitello; la mia è di suino, dalla Cascina Fornaci di Riozzo.

Che differenza c'è fra orecchia di elefante e Wiener Schnitzel?

Sono tutte e due fettine di vitello battute senza osso. Nella ricetta del Gambero Rosso l'orecchia non supera il mezzo centimetro; lo Schnitzel della scheda austriaca misura di solito circa 6 millimetri. La mia orecchia è di suino, dalla Cascina Fornaci di Riozzo.

Da me si mangia l'orecchia di elefante, vicino a Milano?

Sì, nella mia carta, a San Donato Milanese: due Orecchie classiche, La Classica Dorata e La Vestita, e cinque firmate, ognuna con un salume, un formaggio o una fonduta della Via Emilia.

Le fonti di questo racconto

Ricette, misure e nomi li ho riletti sulle fonti qui sotto, l'11 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivimi a info@nonnaemilia.it e lo correggo.

  1. Gambero Rosso, scheda ricetta Orecchia d'elefante (Cotoletta alla milanese battuta), ricetta di Viviana Lapertosa (data non indicata)
  2. Comune di Milano, Settore Artigianato e Agricoltura, Costoletta alla Milanese, scheda allegata alla delibera di riconoscimento De.Co., copia d'archivio
  3. Treccani, Vocabolario, voce «orecchia»
  4. Bundesministerium für Land- und Forstwirtschaft (Austria), Wiener Schnitzel, registro degli alimenti tradizionali

Testi curati da Michele Palumbo.

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In breve

Nonna Emilia è il Ristorante della Via Emilia a San Donato Milanese, in Via Monte Bianco 33, a 1,3 km dal capolinea San Donato della metro M3. In carta ci sono le tre cucine della Via Emilia: romagnola, emiliana e lombarda. La cucina è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12:00 alle 14:30 e a cena dalle 19:00 alle 22:30. I Percorsi vanno da 39 a 59 a persona, coperto 3 a persona.